Il segretario dem Michele Suma accusa la giunta di immobilismo ventennale e ritardi sul Piano delle Coste; l’esponente di maggioranza Giacomo Piepoli replica duramente: «Dal PD solo effetto Ferragni e propaganda, i fondi regionali sono mance per fare carta».
Non si placa la tempesta politica sul litorale monopolitano. Quello che sembrava essere il capitolo iniziale di un duro scontro sul contrasto all’erosione costiera e sui finanziamenti regionali si è trasformato, nel giro di poche ore, in una vera e propria guerra totale tra centrosinistra e centrodestra. Dopo il primo botta e risposta tra la consigliera dem Silvia Contento e il capogruppo di “Monopoli Presente” Giacomo Piepoli, il dibattito è salito di livello. Il segretario cittadino del Partito Democratico, Michele Suma, è intervenuto duramente con una nota ufficiale a cui è seguita l’immediata e velenosa replica dello stesso Piepoli. Un secondo round che ha allargato il fronte del conflitto, trascinando nella polemica l’addizionale IRPEF, la gestione della sanità pugliese, la direttiva Bolkestein e lo stato di salute delle nostre falesie. A rendere il quadro ancor più incandescente è l’ingresso a gamba tesa di Sinistra Italiana, che punta il dito contro la gestione burocratica interna del Comune.
L’attacco di Michele Suma (PD): «Vent’anni di centrodestra e Monopoli è senza Piano delle Coste»
Il segretario dei dem, Michele Suma, ha aperto le ostilità definendo la conversione di Piepoli alla difesa del litorale come «tanto tardiva quanto curiosa», soprattutto alla luce di vent’anni di governo cittadino del centrodestra.
«Fa politicamente piangere che oggi si accusi il Partito Democratico di “dire sempre no” — ha dichiarato Suma — quando la realtà racconta esattamente il contrario: è stata la Regione Puglia, guidata dal centrosinistra, a mettere sul tavolo risorse vere e atti concreti».
Suma ha contestato a Piepoli un «errore grossolano» sui numeri, accusandolo di aver confuso l’intera costa pugliese con i fondi specificamente assegnati alla costa bassa barese (Bari, Giovinazzo, Mola, Molfetta, Monopoli e Polignano). Il cuore dell’affondo del PD si è concentrato sulle criticità gestionali della giunta locale:
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Piano Comunale delle Coste (PCC): Monopoli ne è ancora sprovvista dopo due decenni di amministrazione di centrodestra.
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Direttiva Bolkestein: A un anno dalla scadenza delle concessioni, manca una bozza pubblica di bando, lasciando gli operatori nell’incertezza.
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Portavecchia e ripascimenti: Il PD contesta i lavori a Portavecchia, definiti conclusi ma privi della barriera soffolta di protezione, e i ripascimenti temporanei, descritti come «soldi pubblici dissolti nel giro di pochi mesi».
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Oleodotto: La questione del campo boe sarebbe stata affrontata senza un reale coinvolgimento della città e delle categorie.
«Il centrodestra monopolitano arriva sempre dopo. Dopo i problemi, dopo le emergenze e dopo i finanziamenti regionali», ha concluso Suma, assicurando che il PD vigilerà per non perdere nemmeno un euro.
La controreplica di Piepoli: «Dal PD propaganda e “effetto Ferragni”. Servono i commissari, non la carta»
La risposta di Giacomo Piepoli al segretario del PD non si è fatta attendere e ha assunto toni di aperta e sarcastica sfida politica. Il capogruppo di maggioranza ha ironizzato sull’atteggiamento dei dem, parlando di un’irrealistica «immunità ecologica» di cui godrebbero i comuni di sinistra.
«Prendiamo atto con vivo stupore e un politico pizzico di sana invidia che, secondo il PD, nei Comuni pugliesi governati dalla sinistra l’aumento globale delle temperature si ferma ai confini comunali e l’innalzamento del livello del mare è magicamente sospeso per delibera di partito!».
Piepoli ha sferzato la leadership di Suma, liquidando l’approccio dei democratici come pura apparenza: «Governare una città complessa richiede competenze e programmazione. Non è fare l’influencer sui social. La stagione del “Ferragni docet”, dove basta un bel post o uno slogan a effetto, a Monopoli non attacca». Il capogruppo ha poi punzecchiato il segretario dem sul piano personale, accusandolo di essersi occupato negli ultimi vent’anni quasi esclusivamente di festival culturali anziché delle dinamiche complesse della città vera.
Entrando nel merito dei circa 4 milioni di euro stanziati dalla Città Metropolitana, Piepoli ha ribadito che si tratta di «fiera della propaganda». Secondo l’esponente di maggioranza, i criteri del FESR dimostrano che quelle somme serviranno solo alla progettazione e non a opere strutturali: «Si spendono soldi per produrre carta (progetti) che rischia di rimanere nei cassetti, mentre le falesie continuano a franare». La soluzione, secondo Piepoli, richiede l’istituzione di una Cabina di Regia Regionale permanente o la nomina di un Commissario Straordinario per sbloccare i veti.
Il contrattacco su tasse e sanità
Nel replicare a Suma, Piepoli ha allargato la contesa alla politica regionale, accusando il centrosinistra di saper solo «vessare i cittadini pugliesi mettendo le mani nelle loro tasche aumentando l’addizionale IRPEF» per coprire le voragini del bilancio provocate dalla cattiva gestione della sanità pugliese.
Sinistra Italiana rompe il silenzio: «Che fine ha fatto il gruppo di lavoro comunale?»
In questo scontro frontale si inserisce con forza la voce di Sinistra Italiana. Il segretario cittadino, Domenico Sampietro, pur difendendo l’importanza della procedura e dei fondi messi a disposizione dalla Regione e coordinati dalla Città Metropolitana (pari a oltre 4,1 milioni di euro complessivi per l’area barese), sposta i riflettori sulle presunte inadempienze interne della macchina comunale monopolitana.
Sampietro ricorda come la scadenza per la presentazione delle candidature scada inderogabilmente il prossimo 27 giugno alle ore 13:00 e che i progetti ammissibili godranno di importanti semplificazioni amministrative attraverso il sistema nazionale ReNDiS. Tuttavia, il segretario di SI solleva un pesante interrogativo:
«Con Delibera di Giunta n. 62 del 20 marzo 2026, il Comune di Monopoli procedeva con l’istituzione di un “gruppo di lavoro volto a fronteggiare il fenomeno dell’erosione costiera” unitamente al prelievo di 80.000 euro dal fondo di riserva. Naturale immaginare che servisse per affrontare l’avviso regionale. Di quanto fatto da questo gruppo non se ne è saputo più nulla».
Secondo Sinistra Italiana, la nascita stessa di questo gruppo ha sancito la storica disattenzione della politica locale sul tema, già denunciata in sede di bilancio dai consiglieri Mastronardi e Papio. Sampietro chiede conto delle attività svolte e del perché l’ente stia continuando a spendere fondi per interventi d’emergenza tampone: ben 11.260,60 euro sono stati infatti sborsati ad aprile solo per posizionare boe e delimitare specchi d’acqua a Porto Giardino, Verde Giglio e Cala Monaci a causa del «concreto rischio di crollo e distacco dalla falesia». «Ci saremmo aspettati un’adeguata informazione alla città sulle scelte che si stanno compiendo, piuttosto che strumentalizzare le richieste dell’opposizione», conclude Sampietro.
Sul tavolo la proposta di un Consiglio Comunale straordinario
Mentre Sinistra Italiana chiede trasparenza sui passaggi interni e sulle reali capacità degli uffici di presentare i progetti entro la scadenza, resta valida la sfida formale lanciata dal capogruppo di maggioranza Giacomo Piepoli al segretario del PD: «Quando il PD di Monopoli vorrà fare un consiglio comunale straordinario o un confronto pubblico sui dati reali della contabilità regionale, noi siamo pronti».
Le posizioni restano distanti. Da una parte la maggioranza che reclama poteri commissariali e riforme strutturali contro la burocrazia; dall’altra, le opposizioni coalizzate nel denunciare un immobilismo amministrativo cronico che rischia di far perdere a Monopoli treni economici vitali per la sicurezza del proprio territorio.
