Terminati i lavori di ristrutturazione, la struttura resta in attesa dei collaudi tecnici. Un ritardo che pesa sull’attività di 200 giovani atleti e sul futuro della prima squadra
Lo stato del campo sportivo di Polignano a Mare torna al centro dell’attenzione pubblica a seguito delle riflessioni condivise da Domenico Pellegrini. Nonostante il recente completamento degli interventi di ristrutturazione, la struttura non ha ancora ottenuto l’omologazione definitiva, una condizione che ne impedisce il pieno utilizzo da parte delle realtà sportive locali.
Le criticità tecniche al vaglio
Secondo quanto emerso dalle dichiarazioni del consigliere comunale, il processo di riapertura della struttura starebbe subendo rallentamenti dovuti a non meglio precisate “criticità tecniche”. L’assenza di un collaudo definitivo e della relativa omologazione rappresenta un ostacolo burocratico e funzionale per un’opera che la comunità attende da anni. La necessità attuale, sottolineata dall’esponente politico, è quella di fare chiarezza sulle motivazioni tecniche che separano la fine dei lavori dalla reale fruibilità del campo.
L’impatto sociale sui giovani e sul territorio
Il dato più rilevante emerso dall’analisi riguarda il disagio sociale: sono circa 200 i bambini e i ragazzi che compongono il vivaio sportivo polignanese e che, al momento, vedono limitata la possibilità di allenarsi e crescere agonisticamente nel proprio comune. Pellegrini pone l’accento sul valore dello sport come diritto fondamentale per le nuove generazioni, evidenziando come l’indisponibilità di una struttura idonea rischi di penalizzare il percorso formativo di molti giovani atleti.
Le conseguenze per la prima squadra e il ruolo dei tifosi
L’analisi si sposta poi sull’impatto che questa situazione ha avuto sulla prima squadra cittadina. Le dichiarazioni di Pellegrini delineano un quadro di oggettiva difficoltà:
Due stagioni di esilio: La squadra è stata costretta a disputare le partite interne in comuni limitrofi.
Limitazioni al pubblico: Nei casi in cui si è giocato a Polignano, l’accesso è stato ristretto a sole 99 persone per motivi di sicurezza, condizionando il supporto dei tifosi.
Risvolti agonistici: Il distacco fisico dal proprio pubblico e i costi logistici avrebbero contribuito a un clima di incertezza, culminato nella recente retrocessione.
In questo scenario, viene tuttavia riconosciuto il valore della resilienza della tifoseria: un plauso particolare è stato rivolto al gruppo organizzato “Dodicesimo”, che ha garantito una presenza costante nonostante le trasferte obbligate e le restrizioni numeriche negli stadi.
Una richiesta di trasparenza
In conclusione, quanto espresso da Domenico Pellegrini si configura come un appello alla chiarezza istituzionale. La richiesta è quella di superare i silenzi per restituire risposte concrete alle famiglie e agli sportivi. L’obiettivo finale resta quello di permettere alla squadra e ai ragazzi di Polignano di tornare a rappresentare la propria comunità all’interno di un impianto sicuro, omologato e finalmente accessibile.

