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“Volevano impormi le scelte”: Renzo Rubino rompe con Monopoli e sposta il festival

L’evento trasloca a Savelletri perché il direttore artistico ha rifiutato l’esclusione di alcuni artisti; durissimo l’attacco di SI: “Città esposta a una pessima figura”

Scoppia un caso politico e culturale a Monopoli dopo l’annuncio delle date dell’edizione 2026 di “Porto Rubino”. La città, che ha ospitato ininterrottamente il celebre festival dedicato al mare dal 2022 al 2025, è stata ufficialmente esclusa dal programma estivo in favore di altre località pugliesi come Taranto, Otranto e, soprattutto, Savelletri.


L’accusa di Renzo Rubino: “Cast non gradito”
Il direttore artistico Renzo Rubino, durante la conferenza stampa di presentazione a Milano, ha usato parole durissime per spiegare l’improvviso cambio di rotta avvenuto solo dodici giorni fa. Rubino ha parlato apertamente di “censura”, riferendo che l’amministrazione comunale avrebbe contestato la presenza nel cast degli Acid Arab, progetto francese che fonde musica elettronica e sonorità mediorientali.
“Mi hanno detto che non si poteva più fare perché il cast non era gradito,” ha dichiarato Rubino a Sky Tg24. “Quando ti senti dire che ‘questi cantano in marocchino’ non posso che ringraziare il comune di Fasano che ci ha accolti a Savelletri in soli dodici giorni”.

L’artista ha inoltre rivelato di aver proposto di svolgere l’evento a Monopoli rinunciando sia al contributo economico comunale (pari a 30.000 euro nel 2025) sia al patrocinio del logo, ricevendo però un ulteriore rifiuto.

Sinistra Italiana chiede chiarimenti urgenti
Sulla vicenda è intervenuto con una nota ufficiale Domenico Sampietro, segretario di Sinistra Italiana Monopoli, parlando di “scenari inquietanti” e di una “brutta figura” per l’intera città. Il partito sottolinea come la collaborazione fosse già stata siglata durante la scorsa BIT di Milano e confermata negli atti di programmazione economica.
“Non si può ospitare una manifestazione inclusiva e poi impedirle di svolgere il proprio lavoro,” si legge nel comunicato di SI, che esprime piena solidarietà a Rubino. Oltre al danno d’immagine, viene sollevata la questione della gestione delle risorse pubbliche e della trasparenza verso i cittadini, rimasti ignari della rinuncia fino alle dichiarazioni degli organizzatori.


Le ombre del 25 aprile
Ad appesantire il clima, Rubino ha citato anche il comportamento di un esponente politico locale che, lo scorso 25 aprile, avrebbe pubblicato sui social il brano “Faccetta Nera”, dichiarando di non voler festeggiare la Liberazione. Un dettaglio che, secondo l’artista, si inserisce in un contesto di chiusura che ha reso impossibile la data monopolitana.
Mentre Monopoli perde uno degli eventi di punta dell’estate pugliese, il festival si sposta a pochi chilometri di distanza: “A Savelletri troveremo un pubblico abituato alla musica che porteremo,” ha concluso amaramente Rubino.