“Ho provato a resistere per tre anni, ma la macchina comunale è paralizzata”
Un atto di rottura, intriso di amarezza ma guidato da quella che definisce una necessità di coerenza verso la cittadinanza. Nella mattinata del 10 marzo 2026, l’Assessore Vincenzo Laneve ha ufficialmente rimesso nelle mani del Sindaco la delega alle “Coste e Demanio”. Una decisione che scuote le fondamenta della giunta monopolitana, aprendo uno squarcio su dinamiche interne fatte di immobilismo burocratico, mancanza di personale e, soprattutto, occasioni storiche svanite nel nulla.
Non è un addio alla vita politica – Laneve mantiene infatti le deleghe allo Sport, al Porto e all’Ambiente – ma è un “J’accuse” pesantissimo sulla gestione di uno dei patrimoni più preziosi di Monopoli: il suo litorale.
Cronaca di una crisi annunciata: tre anni in trincea
Il mandato di Laneve era iniziato il 15 giugno 2023 con l’entusiasmo di chi il mare lo vive e lo ama. Ma la realtà degli uffici si è rivelata ben presto un labirinto invalicabile. “Ho ereditato una situazione critica,” spiega l’Assessore, “ma pensavo che l’attaccamento viscerale al nostro porto e alle attività connesse mi avrebbe permesso di superare ogni ostacolo. Ci ho provato caparbiamente per quasi tre anni, fino a consumarmi”.
Il racconto di Laneve descrive una gestione dell’ordinario ridotta all’impotenza. Di fronte a ogni criticità costiera, la risposta amministrativa si è limitata a soluzioni d’emergenza: transenne e nastri segnaletici. Un’interdizione perenne delle aree che, invece di preludere a lavori risolutivi, è diventata il simbolo di un’azione politica strozzata dalla burocrazia. “Dopo ogni sopralluogo con i dirigenti,” denuncia l’ormai ex Assessore alle Coste, “ho visto ‘sparire’ tutte le proposte dei lavori da eseguire”.
Il “Giallo” dei tre milioni e mezzo: l’occasione perduta
Il punto di non ritorno, la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo, ha un nome tecnico e una cifra da capogiro: Bando Regionale PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027, Azione 2.6.
Si trattava di un’opportunità d’oro per mitigare l’erosione costiera delle coste basse, con un finanziamento potenziale di circa 3,5 milioni di euro. Laneve ricostruisce i fatti con precisione chirurgica: l’attivazione del Dirigente dell’Area IV Ambiente, la corsa contro il tempo per redigere il Progetto di Fattibilità Tecnico Economico (PFTE) e la partecipazione entro i termini.
Tutto sembrava procedere per il meglio, fino alla doccia fredda delle ultime settimane: Monopoli è stata ammessa e poi clamorosamente esclusa. Il motivo? Una mancata risposta a integrazioni richieste dalla Regione (il cosiddetto “soccorso istruttorio”) entro i tempi perentori previsti. Un corto circuito nelle comunicazioni e nei protocolli che Laneve definisce come una serie di “anomalie” imperdonabili.
“Risultato? Un enorme danno, perdita di tempo e di ingenti risorse economiche per la città,” incalza Laneve.
Un sistema senza “motore”: la carenza di personale
Dietro il fallimento dei progetti non ci sarebbe solo la sfortuna, ma un problema strutturale profondo che affligge la macchina comunale: la cronica mancanza di risorse umane, tecniche e strumentali.
Secondo l’Assessore, non ci sono le gambe su cui far correre i mandati politici. Senza personale specifico e senza una copertura finanziaria garantita da variazioni di bilancio mirate, ogni proposta di capitolato d’appalto è rimasta chiusa in un cassetto.
”Già un anno fa ero giunto alla decisione di rimettere la delega,” rivela Laneve, “ma fui fermato dal mio Segretario Politico”. Oggi, però, il peso di quel “nastro segnaletico” che non diventa mai cantiere è diventato insostenibile.
Cosa succede ora?
La mossa di Laneve è un segnale politico forte. Restando in giunta con le altre deleghe (Sport, Porto e Ambiente), l’Assessore lancia una sfida di trasparenza: continua a lavorare per la città, ma si sfila da una gestione – quella delle coste – che ritiene ormai compromessa dall’inefficienza strutturale.
Resta da capire come reagirà il Sindaco e se questa “resa” parziale di Laneve porterà a uno scossone negli uffici tecnici o a un rimpasto più profondo. Per ora, resta l’amarezza di un amministratore che confessa di lasciare “con infinita tristezza” un pezzo del suo cuore amministrativo, per evitare di diventare complice di un immobilismo che Monopoli non può più permettersi.
