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Conversano, Lovascio al bivio: la sfiducia segna il tramonto o è l’inizio di una nuova sfida?

Dopo quindici anni alla guida della città, l’era Lovascio si interrompe a un passo dal voto: la città passa nelle mani del Commissario Prefettizio in attesa delle elezioni di primavera, ma l’ex Sindaco avvisa: «Non finisce qui»

Con la mozione di sfiducia protocollata nei giorni scorsi da 11 consiglieri comunali, si chiude non solo una consiliatura, ma un lunghissimo capitolo della storia politica della vicina Conversano: quello legato a Giuseppe Lovascio. Un percorso iniziato nel lontano 2008 e che, tra pause forzate e ritorni trionfali, ha visto l’avvocato conversanese vestire la fascia tricolore per quasi quindici anni.

Il sindaco, in una nota carica di riflessioni, ha rotto il silenzio per difendere il proprio operato, proprio mentre la città si prepara a un periodo di commissariamento che la accompagnerà alle urne nella primavera del 2026.

La fine del terzo mandato: «Rispetto ma non condivido»

Lovascio ha accolto la sfiducia con l’equilibrio istituzionale che lo ha contraddistinto, pur rivendicando con forza la validità del suo progetto. «La mozione rappresenta un passaggio politico importante, che rispetto ma non condivido», ha dichiarato, sottolineando come le recenti frizioni interne (culminate con la revoca delle deleghe all’assessore Berti e la fuoriuscita del gruppo “Conversano per Tutti”) abbiano minato un lavoro orientato esclusivamente al bene comune.

Il sindaco ha voluto precisare che la sua amministrazione non è stata ferma: ha citato i 15 cantieri attivi, la chiusura della discarica Martucci, la difesa del territorio nella questione ferroviaria e i grandi eventi culturali internazionali che hanno dato lustro alla città. «Gli errori possono accadere solo a chi lavora», ha chiosato, ricordando anche i finanziamenti record ottenuti per le infrastrutture e l’illuminazione pubblica.


Un record di longevità: 15 anni al timone della città

Il peso della caduta di Lovascio si comprende appieno guardando i numeri della sua storia politica. Quello che si interrompe oggi è il terzo mandato di una carriera che lo ha reso uno dei sindaci più longevi della storia recente pugliese.

  • 2008 – 2013 (Primo Mandato): Eletto per la prima volta, guida la città nel passaggio verso una nuova visione di centro-destra.

  • 2013 – 2018 (Secondo Mandato): Ottiene la riconferma dai cittadini, completando il primo decennio consecutivo e consolidando il suo profilo amministrativo.

  • 2018 – 2020 (Pausa): Per effetto del limite dei mandati allora vigente, lascia la fascia tricolore (che passa a Pasquale Loiacono), pur rimanendo una figura centrale della politica locale.

  • 2020 – 2026 (Terzo Mandato): Torna trionfalmente alla guida di Conversano nel novembre 2020. Questo mandato si interrompe oggi, a pochi mesi dalla scadenza naturale prevista per la primavera del 2026.

In totale, Lovascio ha indossato la fascia di Sindaco per oltre 15 anni, segnando profondamente l’assetto urbanistico, culturale e sociale della città dei Conti.


Il futuro di Conversano e il commissario

Il testimone passa ora a un Commissario Prefettizio, che avrà il compito di traghettare il Comune verso le elezioni. Lovascio ha espresso fiducia nel fatto che l’iter dei provvedimenti avviati non venga interrotto, rivolgendo un ringraziamento accorato ai dipendenti comunali: «Rappresentano una risorsa preziosa e il loro impegno merita rispetto».

Nonostante l’uscita di scena traumatica, Lovascio non sembra intenzionato a ritirarsi definitivamente: «Continueremo, in ogni ruolo e in ogni circostanza, a mettere al centro il bene della comunità». Una frase che molti leggono come l’incipit della prossima campagna elettorale, dove i cittadini saranno chiamati a dare il loro giudizio definitivo su quasi vent’anni di storia cittadina.

Resta ora da capire se, dopo tre mandati complessivi e questa interruzione traumatica, Lovascio vedrà nel commissariamento la fine della sua carriera da primo cittadino o se questa “caduta” sarà il trampolino per un’ennesima discesa in campo.