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Olio, Coldiretti Puglia dichiara guerra a Bruxelles: “Il raddoppio dell’import dalla Tunisia è una follia”

Il grido d’allarme di Carlo Barnaba (Coldiretti): “Abbiamo già perso il 30% del valore, pronti a presidiare porti e valichi per difendere l’oro verde”

 

 

L’olivicoltura pugliese e nazionale è pronta a scendere nuovamente in trincea. La miccia che ha acceso la protesta è la proposta, attualmente in discussione a Bruxelles, di raddoppiare l’importazione di olio d’oliva dalla Tunisia a dazio zero. Una mossa che la tecnocrazia europea giustificherebbe come sostegno economico al Paese nordafricano, ma che Coldiretti bolla senza mezzi termini come un colpo mortale al Made in Italy di qualità.

La denuncia di Carlo Barnaba

A farsi portavoce dell’indignazione degli agricoltori è il monopolitano Carlo Barnaba, produttore di olio extravergine d’oliva e socio Coldiretti, che in un video accorato girato tra i suoi ulivi denuncia il rischio imminente.

“È una vergogna, una follia che rischia di ammazzare il nostro lavoro” – esordisce Barnaba nel video. Secondo l’olivicoltore, questa decisione favorirebbe unicamente la speculazione di alcuni industriali italiani dell’olio, definiti “abili trafficanti”, che utilizzano il prodotto estero per farlo passare come italiano, ingannando il consumatore e deprimendo il valore del vero olio EVO nostrano.

Numeri da crisi: -30% in due mesi

La situazione del mercato è già critica. Barnaba sottolinea un dato allarmante: negli ultimi due mesi, il valore dell’olio italiano ha subito una perdita del 30%. L’immissione di ulteriore olio tunisino senza dazi non farebbe che accelerare questa spirale negativa, rendendo insostenibile la produzione per migliaia di aziende agricole pugliesi che devono far fronte a costi di produzione decisamente superiori e a standard qualitativi e sanitari molto più rigidi rispetto a quelli extracomunitari.

Coldiretti pronta alla mobilitazione

Coldiretti Puglia, prima organizzazione a denunciare il tentativo di Bruxelles, ha già promesso battaglia. La strategia di difesa del settore prevede azioni concrete e capillari:

  • Presidio di porti e frontiere: Per monitorare l’arrivo delle navi e impedire l’ingresso incontrollato di prodotto estero.

  • Controlli serrati: Richiesta di moltiplicare le verifiche non solo ai valichi, ma anche in alcuni frantoi che si prestano a questo sistema di “nazionalizzazione” fittizia dell’olio straniero.

  • Lotta alla concorrenza sleale: Denuncia di ogni pratica che danneggi il mercato dell’olio di qualità e la trasparenza verso i cittadini.

“Sveglia, muovetevi! Non ne possiamo più” – conclude Barnaba nel suo appello alle istituzioni, chiedendo interventi immediati per fermare quella che viene definita “concorrenza sleale autorizzata”.

Il valore del settore

L’olio extravergine d’oliva rappresenta un pilastro dell’economia agricola pugliese e un simbolo della Dieta Mediterranea. Per Coldiretti, difendere questo patrimonio significa proteggere il paesaggio, la salute dei consumatori e il futuro di migliaia di famiglie che, come quella di Carlo Barnaba, dedicano la vita alla cura della terra.