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Ex Cementeria di Monopoli: il Consiglio di Stato conferma il “No” della Regione. La parola passa al TAR

Respinto il ricorso della società Solemare: troppe case e pochi servizi. Il PD attacca: “Fallimento dell’urbanistica di centrodestra”

 

Un nuovo, decisivo capitolo si aggiunge alla lunga e complessa vicenda della riqualificazione dell’area portuale a nord di Monopoli. Il Consiglio di Stato ha recentemente respinto uno dei numerosi ricorsi presentati dalla società Solemare, blindando di fatto il parere negativo espresso dalla Regione Puglia sull’Accordo di Programma.

Secondo i giudici di Palazzo Spada, il “no” della Regione non è stato un atto arbitrario, ma una decisione correttamente motivata e coerente con i criteri normativi già fissati in precedenza.

Le ragioni del blocco: un progetto sbilanciato

Già nel marzo 2023, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, aveva bocciato il progetto di riqualificazione dell’Area Portuale P1 e la proposta di lottizzazione dell’ex Gaslini. L’istruttoria tecnica evidenziava una trasformazione urbana eccessivamente impattante per una zona sensibile come il porto di Monopoli.

Il Partito Democratico di Monopoli ha ribadito i quattro punti critici che hanno portato alla conferma del diniego regionale:

Sbilanciamento residenziale: Il piano prevede che il 95,65% delle volumetrie sia destinato a residenze. Una cifra in netto contrasto con il Piano Urbanistico Generale (PUG), che impone invece il 60% di spazi destinati a commercio, uffici e turismo.

Marginalizzazione del Porto: Il progetto punta sulla creazione di residenze di lusso, trascurando lo sviluppo delle aree retroportuali e rinunciando al potenziamento del porto commerciale.

Vincoli del PUG: L’area è classificata come “invariante infrastrutturale”. Si tratta di una zona strategica che, per legge, non dovrebbe essere trasformata in un quartiere abitativo.

Waterfront incompleto: L’esclusione delle aree demaniali dal progetto impedisce una riqualificazione organica e completa dell’intero affaccio a mare.

“Il rischio concreto — sottolinea il PD — era quello di creare un quartiere chiuso e privato, privando la città di un’area portuale viva, pubblica e funzionale allo sviluppo economico.”

16 anni di stallo: il degrado dell’area strategica

Nonostante la rilevanza della sentenza, la vicenda non è ancora giunta al capolinea. Resta infatti pendente l’ultimo ricorso presso il TAR di Bari, che dovrà pronunciarsi definitivamente nel merito della questione.

Tuttavia, il dato politico e sociale è allarmante: a 16 anni dall’approvazione del PUG, l’area dell’ex Cementeria versa ancora in uno stato di abbandono e degrado. Quello che doveva essere il volano della crescita economica di Monopoli è diventato il simbolo di una pianificazione tradita.

La critica politica: “Mancanza di visione”

Il Partito Democratico punta il dito contro le amministrazioni di centrodestra che si sono succedute negli ultimi anni. L’accusa è quella di aver mantenuto un ruolo marginale, accettando passivamente i progetti privati senza proporre una visione strategica per la città.

Questa mancanza di guida politica avrebbe trascinato imprenditori e cittadini in un “pantano giuridico” fatto di ricorsi e sentenze, invece di produrre soluzioni concrete.

Verso una soluzione sostenibile

L’area portuale è un asset decisivo per il futuro di Monopoli. Il PD di Monopoli ha lanciato un appello all’amministrazione comunale affinché si passi dalla “giustizia amministrativa” alla pianificazione politica:

Orientare le scelte verso soluzioni sostenibili ed equilibrate.

Rispettare i parametri del PUG per superare i rilievi della Regione.

Tutelare l’interesse pubblico, garantendo che il porto resti un’infrastruttura al servizio della collettività.

Il Partito Democratico si è dichiarato pronto a collaborare con soggetti pubblici e privati per chiudere definitivamente una vicenda che, ad oggi, rappresenta il fallimento delle politiche urbanistiche locali.