Centinaia di persone davanti al cimitero: un rito d’amore che supera il confine del tempo
Mentre la città si accende di luci e le tavole si imbandiscono per il cenone, a Monopoli esiste un luogo dove il Natale sceglie la via del ricordo e del battito del cuore. Davanti ai cancelli del Cimitero Comunale, ogni 24 dicembre, si rinnova un rito che non ha nulla di mondano, ma tutto di spirituale: la “suonata più intensa”, dedicata a chi non c’è più.
Un appuntamento nato da un figlio per un padre
L’iniziativa nasce dalla sensibilità di Gigi Rizzo, che insieme all’amico Giuseppe, porta il suono arcaico e pastoreccio della zampogna tra i vivi e i defunti. Ma non è sempre stata la folla di oggi a partecipare. Tutto ebbe inizio da un desiderio intimo e privato, come racconta lo stesso Gigi:
“La prima volta volli farlo per salutare mio Padre, che lì dimora. Non mi ha mai sentito suonare la zampogna in vita. In quel momento, breve ma intenso, al suono melodioso dello strumento gli faccio gli auguri, ricordando il tempo in cui era in nostra compagnia.”
Quello che era un omaggio personale, sussurrato tra le note di un figlio a un padre, ha iniziato a risuonare nelle anime di altri cittadini. Dai due amici presenti la prima volta, oggi si contano centinaia di persone che, sfidando il freddo o la pioggia, scelgono di iniziare il proprio Natale proprio lì, ai piedi di quel cancello.
Le regole del cuore: Niente show, solo preghiera
Nonostante il numero crescente di partecipanti, Gigi Rizzo è categorico: questo non è uno spettacolo. È un momento di “preghiera musicata”. Per preservare la sacralità dell’evento, vigono poche ma ferree regole dettate dal rispetto:
– Silenzio assoluto: La parola cede il passo al suono della zampogna.
– Niente tecnologia: I telefonini restano in tasca. Non ci sono video da girare o foto da pubblicare; l’unico “scatto” ammesso è quello della memoria.
Occhi chiusi: L’invito è quello di chiudersi al mondo esterno per riabbracciare, attraverso il ricordo, i propri cari.
Un abbraccio oltre il muro
La potenza di questa tradizione risiede nella commozione collettiva. Gigi ricorda con emozione un episodio che racchiude il senso profondo della serata: “Un anno vidi una donna che, con il viso appoggiato al muro come in un abbraccio, piangeva disperata”.
È in quell’abbraccio contro una fredda parete di cinta che la zampogna di Gigi e Giuseppe trova la sua missione: scaldare le pietre e i cuori, colmando per un istante quel vuoto lasciato da chi è “andato avanti”.
L’appuntamento di stasera
Anche quest’anno, puntuali come una promessa d’amore, Gigi e Giuseppe sono stati lì. L’appuntamento per la comunità era alle 21:45 davanti ai cancelli del Cimitero di Monopoli. Non importava se il cielo sarà sereno o se la pioggia bagnerà le strade: la zampogna avrebbe suonato comunque, perché il legame con i nostri cari non conosce intemperie.
Un momento di riflessione profonda che ci ricorda che il Natale non è solo gioia presente, ma anche il dolce e malinconico riverbero di chi ha illuminato le nostre vite in passato.