L’Icona è tornata dal mare a bordo della “almadìa” tra la commozione dei fedeli e lo spettacolo pirotecnico
Monopoli si è tinta di rosso e di fede per celebrare la sua Protettrice, la Madonna della Madia, in occasione della rievocazione invernale del suo miracoloso approdo. Ogni anno, all’alba del 16 dicembre (e replicato la sera del 14 agosto), l’appuntamento in Cala Batteria rappresenta un momento di profonda devozione per i monopolitani. La Madonna della Madia è un punto fermo nella vita dei fedeli, avendo in diverse occasioni, come narrato durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, offerto la sua protezione alla città.
🎆 Spettacolo e Tradizione: L’Approdo nel Buio
La tradizionale rievocazione si è svolta in un’atmosfera carica di emozione, con la suggestiva cornice offerta da Cala Batteria. A rompere il silenzio della notte, uno straordinario spettacolo pirotecnico offerto dal Comitato Festa Patria guidato dal Presidente Flavio Petrosillo, che ha illuminato il cielo e il mare, emulando la luce della provvidenza.
L’immancabile e suggestiva scenografia è stata regalata dagli intrepdi subacquei che, sfidando le acque gelide, hanno illuminato di rosso il mare, ricordando l’evento di quella gelida notte del 1117.
Il momento culminante è stato l’arrivo dell’Icona bizantina: a bordo di una zattera, venuta dal mare come allora, è stata accolta da Favale, che ha così idealmente emulato le gesta del Vescovo Romualdo (artefice della costruzione dell’antica cattedrale).
🌺 Fede Istituzionale e Processione Solenne
Dopo l’accoglienza, si è proceduto all’intronizzazione del quadro. Il Sindaco di Monopoli, Angelo Annese, ha voluto omaggiare la Protettrice con un omaggio floreale, segno del legame indissolubile tra la città e la sua Patrona.
A seguito delle parole conclusive del Vescovo, l’Icona è stata condotta in una processione solenne attraverso le principali vie cittadine, fino a giungere nella maestosa Cattedrale a Lei dedicata, dove l’attendevano i ferventi fedeli.
📜 Nove Secoli di Storia: Le Origini del Culto
La prodigiosa venuta della Madonna della Madia risale al 1117, in un momento cruciale per la città: si stavano ultimando i lavori di costruzione dell’antica cattedrale romanica, iniziati nel 1107 per volontà del Vescovo Romualdo. L’area scelta per la Cattedrale era, ed è, un luogo di profonda sacralità, testimoniata dalla presenza di un cimitero cristiano altomedievale (VII-IX sec. d.C.) e di una necropoli pagana, con tombe messapiche risalenti al V-IV secolo a.C., in cui fu ritrovata una rara “trozzella” in bronzo.
La Leggenda della “Almadìa”
La leggenda narra che l’Icona, sfuggita alla lotta iconoclasta in Oriente e affidata al mare, giunse all’antico Porto di Monopoli nella notte del 16 dicembre 1117. Il Vescovo Romualdo fu invano avvisato in sogno dal sacrestano Mercurio. La zattera su cui viaggiò l’Icona, chiamata in Spagna “almadìa” (tavoliere), diede il nome alla Madonna.
Le 33 travi di pino d’aleppo che componevano la zattera (tuttora conservate nella omonima Cappella in Cattedrale) non solo diedero il nome, ma furono provvidenziali: servirono per completare il tetto della cattedrale romanica in costruzione, realizzando così il miracolo.
L’Icona: L’Odegitria e le 33 Travi
L’Icona, dipinta su tavola, è una bizantina di tipo “Odegitria” (Colei che indica la Via), caratterizzata dagli occhi grandi e misericordiosi che sembrano seguire il fedele. La Madonna indica il Bambino (Gesù Cristo), seduto quasi su un trono, raffigurato con abiti regali e sembianze adulte a significare la sua consapevolezza della missione di Salvezza.
Il quadro originale è intronizzato sul Cappellone sopraelevato (una particolarità architettonica) della Basilica Cattedrale Barocca, ricostruita tra il 1742 e il 1772, dove la Sua Cappella è l’unica interamente realizzata in veri marmi policromi.
👑 L’Incoronazione del 1770
A testimonianza dell’antichità, del culto e dei miracoli, l’icona ottenne il raro privilegio dell’incoronazione. La pratica fu inoltrata al Capitolo Vaticano nel 1768, e la relazione risultò così convincente che già il 15 gennaio 1769 fu deliberata la concessione delle corone d’oro.
Le corone, realizzate dall’orafo Bartolomeo Baroni, furono applicate all’icona l’8 luglio 1770 con una solenne cerimonia. Oggi sono custodite ed esposte nel Museo Diocesano e recano incisi lo stemma del Capitolo di S. Pietro e quello del Conte Alessandro Sforza di Borgonovo. L’episodio dell’incoronazione è ricordato da un’iscrizione marmorea all’ingresso sinistro della Cattedrale.
