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A Monopoli, un flash mob per Gaza rompe il silenzio

L’iniziativa, aderente alla campagna #Gazalastday, ha visto suonare a martello le campane delle chiese locali in contemporanea con un rumoroso flash mob

 

 

 

 

Lo scorso 27 luglio, la città di Monopoli ha risposto con forza a un appello che ha risuonato in tutta Italia: quello di non rimanere indifferenti di fronte alla drammatica situazione a Gaza. Suonando le campane delle parrocchie e scendendo in piazza, i cittadini hanno scelto di far sentire la propria voce e di rompere il silenzio su una crisi umanitaria che continua a mietere vittime.

Un segnale di solidarietà

Alle 22:00 in punto, un suono potente ha attraversato la città: le campane delle parrocchie hanno suonato a martello. Non era un suono festoso, ma un richiamo alla consapevolezza e un gesto simbolico di vicinanza. Allo stesso tempo, in Piazza XX Settembre, centinaia di persone si sono radunate per un flash mob organizzato per “fare rumore” insieme. L’iniziativa, che ha aderito all’appello di #Gazalastday, ha voluto manifestare una ferma opposizione al genocidio in corso, ribadendo un messaggio chiaro: “NON RIMARREMO IN SILENZIO, MENTRE LA GENTE DI GAZA VIENE STERMINATA”.

L’obiettivo era far sì che quel rumore, generato da fischietti, pentole, mestoli e ogni altro oggetto capace di fare baccano, fosse un messaggio forte e chiaro. Un messaggio rivolto ai governi europei, spesso criticati per il loro silenzio e la loro inazione, affinché sentano il dissenso dei propri cittadini. Allo stesso tempo, un messaggio diretto alla popolazione di Gaza: un modo per dire che non tutti nel “mondo libero” condividono il silenzio dei governi e che c’è una parte del mondo che non li dimentica.

Un’unione in nome della pace

L’evento ha rappresentato un significativo momento di unione, superando ogni barriera ideologica e religiosa. L’iniziativa ha infatti visto la partecipazione attiva sia di comunità cattoliche che di associazioni laiche, tutte accomunate dalla stessa convinzione e dallo stesso senso di indignazione. Bandiere, striscioni e cartelli hanno colorato la piazza, trasformandola in un simbolo di protesta pacifica e di richiesta di giustizia.

L’appello conclusivo, “Gaza muore di fame: disertiamo il silenzio”, riassume perfettamente lo spirito della serata. Monopoli ha dimostrato che è possibile, e doveroso, farsi sentire, rompendo il muro dell’indifferenza e scegliendo di schierarsi dalla parte della pace e della solidarietà.