Vai al contenuto

Monopoli, Renna (Fare Comune) replica a Manisporche: “Job Day, critiche sterili. Noi offriamo soluzioni concrete”

 

“Leggo con un certo stupore le critiche mosse dai consiglieri Mastronardi e Papio al Job Day, un’iniziativa che mira concretamente a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. È curioso notare come ogni volta che si cerca di fare qualcosa di utile per la città, c’è sempre chi preferisce sollevare polemiche piuttosto che proporre soluzioni reali”. Così Carlo Renna, esponente della lista Fare Comune, replica alle recenti dichiarazioni dei consiglieri di opposizione.

Monopoli, il lavoro resta un bisogno “privato”

“Parlano di mancanza di trasparenza, ma forse dimenticano che l’evento è pubblico e aperto a tutti. Se avessero avuto davvero a cuore i risultati della prima edizione, avrebbero potuto partecipare attivamente invece di limitarsi a lanciare critiche a posteriori. Quanto ai numeri, siamo più che disponibili a fornire dati verificabili, senza però ridurci alla sterile demagogia”.

Renna respinge con forza anche l’accusa che l’iniziativa sia legata solo alla stagione estiva: “Sostenere poi che Monopoli “si ricorda del lavoro solo in vista della stagione estiva” è una semplificazione ingenerosa, utile solo a confezionare uno slogan elettorale. Il Job Day non nasce per “reperire manodopera precaria”, ma per offrire opportunità a chi cerca lavoro, favorendo un incontro diretto tra aziende e cittadini. Dovremmo forse lasciare le persone senza strumenti concreti, aspettando che le critiche sterili si trasformino magicamente in opportunità di impiego?”.

Infine, Renna commenta il riferimento a Porta Futuro: “Il riferimento a Porta Futuro è interessante, ma viene usato come una clava per sminuire un evento che ha una natura diversa e che può benissimo convivere con altre iniziative. Monopoli ha bisogno di progetti pragmatici, non di slogan nostalgici o paragoni fuori contesto”.

“Chi vuole lavorare per migliorare la città è il benvenuto, ma chi si limita a criticare senza proporre alternative serie dovrebbe forse riconsiderare il proprio ruolo”, conclude Renna.