Uno seduto al freddo, l’altro avvolto in una coperta su una panchina: lo spaccato di fragilità che interroga la città
Nella penombra della sera, a pochi passi dalle vie del centro storico e a breve distanza dalla maestosa Basilica Cattedrale “Maria SS.ma della Madia”, Piazza Manzoni si trasforma in un dormitorio a cielo aperto. È qui che la piaga dell’emarginazione sociale e del disagio abitativo mostra il suo volto più crudo, sotto gli occhi di residenti e passanti.
Le immagini scattate nella piazza raccontano una realtà drammatica e silenziosa: due uomini cercano rifugio sulle panchine per trascorrere la notte. Il primo resta seduto, immobile e ricurvo su se stesso, nel tentativo di proteggersi dal freddo pungente con gli abiti leggeri e un cappuccio; il secondo è completamente steso sulla panchina poco distante, avvolto in una coperta per trovare un minimo di riparo dal gelo della notte.
Un contrasto stridente per una città a forte vocazione turistica, dove il decoro urbano e l’accoglienza convivono a poca distanza da situazioni di estrema fragilità sociale. Piazza Manzoni, snodo di passaggio tra la città nuova e il borgo antico, si ritrova così al centro di una vera e propria emergenza sociale.
La presenza costante di persone senza fissa dimora costrette a dormire all’aperto, soprattutto con il progressivo calo delle temperature, riaccende i riflettori sulla necessità di interventi concreti da parte dei servizi sociali e delle reti di solidarietà cittadine. Tra il freddo che avanza e l’indifferenza generale, resta urgente l’esigenza di risposte istituzionali e di strutture d’accoglienza in grado di offrire un riparo dignitoso a chi non ha più nulla.

