Adesione di massa alla mobilitazione indetta da FIM, FIOM e UILM. I sindacati chiedono trasparenza sulla cessione del ramo ferroviario e garanzie per 1.700 dipendenti
Si è svolto nella mattinata di ieri lo sciopero di quattro ore indetto dalle Segreterie territoriali di FIM CISL, FIOM CGIL e UILM UIL, unitamente alle RSU, negli stabilimenti del Gruppo MerMec di Monopoli, Noci e Mola di Bari. Numerose lavoratrici e lavoratori hanno aderito alla mobilitazione, concentrandosi spontaneamente davanti alla sede centrale di Monopoli per manifestare la propria preoccupazione e chiedere chiarezza sulle prospettive industriali e occupazionali dell’azienda.
La preoccupazione per la cessione delle attività ferroviarie
Al centro della protesta c’è la ventilata operazione di cessione delle attività ferroviarie del Gruppo MerMec a Siemens Mobility. Le organizzazioni sindacali evidenziano come la proprietà, riconducibile alla famiglia Pertosa, non abbia ancora fornito le necessarie informazioni e garanzie alle rappresentanze dei lavoratori.
A rendere la situazione ancora più tesa è stata l’assenza della dirigenza aziendale all’incontro convocato lo scorso 20 ottobre presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), sede in cui si sarebbe potuto avviare un confronto istituzionale serio e trasparente.
Le richieste di FIM, FIOM e UILM
I sindacati ribadiscono che semplici rassicurazioni generiche sulle assenze di ricadute occupazionali non possono bastare. Viene fatta richiesta di risposte puntuali e verificabili che riguardino:
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Il piano industriale e la continuità delle commesse.
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La salvaguardia dei livelli occupazionali per tutti i circa 1.700 dipendenti del Gruppo.
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Il mantenimento dei siti produttivi di Monopoli, Noci e Mola di Bari.
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La tutela del patrimonio di competenze, delle professionalità e la garanzia dei trattamenti economici e normativi.
Appello alla Direzione Aziendale
Le Segreterie territoriali e le RSU sottolineano come il futuro di una realtà industriale di questo rilievo debba essere affrontato garantendo il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori. Viene chiesto alla Direzione aziendale di convocare con la massima urgenza i sindacati per instaurare un confronto costruttivo e trasparente.
I sindacati confermano che la mobilitazione proseguirà e la guardia rimarrà alta finché non arriveranno garanzie adeguate e risposte concrete per il futuro dei lavoratori e dei siti produttivi.

