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Erosione a Monopoli: tra fondi persi e interventi “tampone”, la costa resta a rischio

 

Il futuro del litorale monopolitano, asset strategico per l’economia turistica locale, barcolla tra finanziamenti sfumati, dimissioni politiche e stanziamenti dell’ultimo minuto definiti “irrisori” dalle opposizioni. La gestione dell’erosione costiera è diventata un caso politico che agita Palazzo di Città, sollevando dubbi sulla reale capacità dell’Amministrazione di tutelare un territorio sempre più fragile.

Il “Giallo” dei 5 Milioni e il Caso Capitolo

Il punto di rottura si è consumato sulla protezione della costa bassa del Capitolo. Come denunciato da Jacopo Vito Lapertosa (Orizzonti Rurali), la Regione Puglia ha rigettato l’istanza di finanziamento per il piano di protezione dell’area. Una perdita pesante che il PD di Monopoli quantifica in quasi 5 milioni di euro.

Il fallimento amministrativo ha innescato un terremoto politico: dalle dure critiche interne alla maggioranza fino alle dimissioni dell’assessore con delega al demanio, segnali inequivocabili di una gestione che Lapertosa definisce priva di trasparenza. “L’erosione delle spiagge non è solo un danno ambientale, ma un colpo letale alla sostenibilità economica di B&B, ristoranti e servizi che vivono di turismo”, avverte il segretario di Orizzonti Rurali.

 

La Delibera della “Sorpresa”: 80mila Euro dal Fondo di Riserva

Mentre i grandi finanziamenti sfumano, l’Amministrazione ha tentato una manovra d’urgenza. Con la Delibera di Giunta n. 62 del 20 marzo 2026, sono stati stanziati 80.000 euro prelevati dal fondo di riserva.

Domenico Sampietro, segretario di Sinistra Italiana, non usa mezzi termini: “Un’ammissione di inadeguatezza”. Secondo SI, il ricorso al fondo di riserva — destinato a eventi eccezionali e imprevedibili — dimostra che per il Comune l’erosione costiera sia “una sorpresa”, nonostante le ripetute segnalazioni. Dei fondi stanziati, solo 50.000 euro andranno allo studio di fattibilità per la difesa della costa, mentre i restanti 30.000 serviranno per messe in sicurezza urgenti, definiti da Sampietro “lo stretto necessario o anche meno”.

 

L’Assenza della Scienza: il Grido d’Allarme del PD

Oltre all’aspetto economico, il Partito Democratico solleva una questione di metodo. Il gruppo di lavoro costituito dal Comune per mappare il rischio costiero include dirigenti e funzionari, ma esclude paradossalmente le figure chiave: geologi ed esperti di dinamica costiera.

 

“Il geologo è il professionista deputato a comprendere il comportamento degli ammassi rocciosi e le interazioni mare-costa. La sua assenza rischia di rendere ogni intervento inefficace”.

 

Il PD chiede un cambio di rotta immediato, suggerendo il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Bari per evitare che le decisioni continuino a muoversi sul terreno dell’improvvisazione.

 

Tensioni e Conflitti d’Interesse

A rendere il clima ancora più teso sono le dichiarazioni del Consigliere delegato al Turismo, Francesco Alba. Sinistra Italiana stigmatizza le sue parole sui “bastoni tra le ruote” messi dagli enti sovraordinati ai balneari, ricordando come Alba sia egli stesso un esponente della categoria. Il timore delle opposizioni è che le scelte tecniche vengano subordinate a pressioni politiche o interessi di parte, specialmente in vista della stagione estiva e della delicata questione del rimontaggio delle strutture stagionali.