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Monopoli, fotografa il voto alle Regionali 2025. Rischia il penale

Sorpreso con lo smartphone in cabina: le forze dell’ordine denunciano l’uomo. Cosa prevede la legge oltre l’annullamento della scheda

 

Un elettore è finito nei guai domenica, durante le operazioni di voto per le elezioni regionali in Puglia del 23 e 24 novembre 2025, in uno dei 52 seggi elettorali di Monopoli. Il motivo: aver violato il sacrosanto principio della segretezza del voto, scattando una fotografia alla propria scheda elettorale all’interno della cabina.

Il “clack” inconfondibile dello scatto fotografico, proveniente dalla cabina, non è passato inosservato al presidente di seggio e ai suoi collaboratori. Hanno agito immediatamente, chiamando le forze dell’ordine di vigilanza al seggio.

🚨 Cosa Comporta la Foto al Voto: Reato Penale e Pesanti Sanzioni

L’episodio non si risolve con il semplice annullamento del voto e l’annotazione sul verbale. L’introduzione di un telefono cellulare o di qualsiasi apparecchiatura in grado di fotografare o registrare immagini all’interno della cabina elettorale, specialmente per fotografare la scheda votata, è un atto espressamente vietato dalla legge e costituisce un reato penale.

Questo divieto è stabilito per tutelare la libertà e la segretezza del voto, prevenendo qualsiasi forma di coercizione, compravendita o intimidazione del voto (il cosiddetto “voto di scambio”).

Violazione di Legge: La condotta contravviene a quanto previsto dall’Articolo 1 del Decreto Legge 1° aprile 2008, n. 49, convertito, con modificazioni, nella Legge 30 maggio 2008, n. 96.

Tale norma vieta esplicitamente di introdurre nella cabina elettorale telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini.

Le Sanzioni Previste: Chiunque contravvenga a tale divieto è punito con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 300 a 1.000 euro.

Giurisprudenza Aggravante: La giurisprudenza più recente e consolidata, in particolare alcune sentenze della Corte di Cassazione, ha spesso applicato sanzioni ben più severe in caso di effettiva fotografia della scheda votata. La pena può essere convertita nella sola ammenda, ma questa può raggiungere cifre elevate.

In precedenti casi giudiziari, la Cassazione ha confermato condanne con una ammenda fino a 15.000 euro.

📝 L’Intervento al Seggio

L’elettore colto in flagrante a Monopoli dovrà ora rispondere di questa grave violazione. Oltre alle azioni immediate del presidente di seggio (che ha probabilmente sequestrato il cellulare e la scheda per l’annullamento, oltre a chiamare le Forze dell’Ordine), l’atto ha innescato un procedimento ben più serio:

Denuncia a Piede Libero: Le forze dell’ordine intervenute (verosimilmente Polizia di Stato o Carabinieri) hanno preso in carico l’elettore e lo hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria per la violazione della normativa elettorale.

Sequestro Probatorio: Lo smartphone utilizzato per lo scatto è stato presumibilmente posto sotto sequestro come corpo del reato. L’immagine diventerà la prova chiave nel futuro procedimento penale.

L’episodio di Monopoli ribadisce la serietà con cui le autorità italiane affrontano qualsiasi tentativo di compromettere la segretezza del voto, un pilastro della democrazia. La sanzione, in questi casi, è volta a scoraggiare ogni pratica che possa ricondurre il voto espresso a un tornaconto o a una pressione esterna.