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Nuovo ospedale Monopoli-Fasano allagato, Fabiano Amati rompe il silenzio: «L’ho voluto io e lo rivendico. Ma ora basta speculazioni»

Dopo il video-denuncia di Fratelli d’Italia, il consigliere regionale contrattacca: «L’assistenza non si è fermata un solo minuto. La politica cerca solo like, ma io avevo già denunciato i cantieri alla Magistratura»

 

 

All’indomani della violentissima bomba d’acqua che ha colpito l’area tra Fasano e Monopoli — allagando strade, attività commerciali, abitazioni e penetrando fino ai piani interrati del nuovo polo ospedaliero — lo scontro politico e mediatico è arrivato ai livelli di guardia.

A soffiare sul fuoco delle polemiche è stato un duro video-denuncia diffuso sui canali social da Fratelli d’Italia Puglia. Nel filmato, dal titolo «VERGOGNA A MONOPOLI», la formazione d’opposizione attacca frontalmente i vertici regionali e il centrosinistra, mostrando le immagini dell’acqua nella struttura appena inaugurata e accusando la maggioranza di passare dalle «passerelle elettorali» ai buchi di bilancio, fino a citare le recenti inchieste giudiziarie sul cantiere.

A rispondere punto su punto, prendendosi la piena responsabilità dell’opera senza arretrare di un millimetro, è Fabiano Amati, tra i principali promotori del nuovo presidio sanitario, che interviene con una presa di posizione netta e priva di filtri.

«È vero… il nuovo ospedale Monopoli-Fasano l’ho voluto io. E lo rivendico, nella buona e nella cattiva sorte. Soprattutto nella cattiva», esordisce Amati.

Emergenza e continuità operativa: «Nessun blocco dei soccorsi»

Nel suo intervento, Amati parte dall’espresso cordoglio e dalla solidarietà a cittadini e imprese messi in ginocchio dal maltempo, ringraziando le forze dell’ordine e i soccorritori. Poi, sposta l’attenzione sulla gestione dell’emergenza all’interno del nosocomio, smentendo categoricamente le narrazioni più allarmistiche:

  • Attività mai sospesa: «L’attività di soccorso e assistenza non si è interrotta nemmeno per un minuto. E di questo ringrazio tutti gli operatori sanitari e non sanitari».

  • Nessun disastro sanitario: «L’allagamento ai piani interrati è un problema reale che non va minimizzato, ma da qui a raccontare una catastrofe sanitaria che non si è verificata passa una bella differenza».

Due nodi da sciogliere: maltempo eccezionale ed eventuali difetti di fabbrica

Analizzando le cause del sinistro, il consigliere distingue chiaramente due livelli di responsabilità:

  1. Rischio idraulico e stravolgimento climatico: La precipitazione eccezionale ha messo in crisi l’intero sistema di drenaggio del territorio, dimostrando quanto sia urgente investire nella mitigazione del rischio idrogeologico a livello locale.

  2. Eventuali responsabilità costruttive: Amati chiarisce che il maltempo non può diventare un alibi: «Bisogna accertare se e quanto eventuali carenze costruttive, impiantistiche o di drenaggio abbiano contribuito all’allagamento, individuando le responsabilità senza sconti per nessuno, a cominciare da chi ha costruito».

A questo proposito, Amati ricorda di aver già sollevato dubbi e criticità in passato, arrivando a esposti formali: «Negli anni scorsi ho ripetutamente denunciato presunte irregolarità rivolgendomi alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti in merito alle condotte del RUP, dell’impresa costruttrice e del Collegio consultivo tecnico. Non ho aspettato un temporale per fare luce sui problemi».

L’affondo contro gli “sciacalli del click” e l’appello sui reparti

Il passaggio più duro dell’intervento è rivolto agli avversari politici e ai commentatori sui social, accusati di sfruttare l’accaduto per puro tornaconto elettorale:

«Molti commentatori in mala fede sembrano sperare nel peggio perché il peggio degli altri diventa il loro consenso. Ma quel peggio lo pagano i cittadini più fragili. Parlare di prevenzione richiede studio e investimenti, cose meno redditizie in termini di like rispetto alla foto di una pozzanghera».

In conclusione, Amati rilancia la sfida, chiedendo che l’attenzione mediatica e politica riservata all’episodio dell’allagamento venga impiegata con pari foga per sbloccare i servizi sanitari cruciali ancora in attesa di pieno regime:

  • Attivazione immediata dell’Emodinamica per le emergenze cardiache;

  • Apertura dei reparti di Pneumologia e Psichiatria;

  • Piena operatività dell’Osservazione Breve Intensiva (OBI).

«Non ho voluto un ospedale per vantarmi quando tutto va bene e scappare quando c’è un problema», chiude Amati. «I profeti di sventura continueranno ad aspettare la prossima pioggia. Io continuerò a lavorare per i malati, perché le polemiche passano, ma le opere e la salute delle persone restano».