Intervento da primato scientifico all’IRCCS “Saverio de Bellis”: eseguita una resezione esofago-gastrica Ivor Lewis ad altissima complessità anatomica su una donna pugliese
Una straordinaria impresa medica e scientifica segna una nuova pietra miliare nella chirurgia robotica e oncologica internazionale. Presso l’IRCCS “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte, un’équipe multidisciplinare ha eseguito con successo un delicato intervento di resezione esofago-gastrica secondo la tecnica Ivor Lewis con approccio robotico su una paziente pugliese affetta da carcinoma del cardias. Ciò che rende l’operazione un’assoluta prima mondiale nella letteratura scientifica è l’anatomia della paziente, che anni prima si era sottoposta a un intervento di chirurgia bariatrica (Mini Gastric Bypass) per trattare un’obesità patologica, ottenendo un calo ponderale di circa 40 kg.
Un rebus anatomico: la sfida chirurgica tra addome e torace
Il tumore del cardias si sviluppa esattamente nel punto di giunzione tra la parte terminale dell’esofago e l’inizio dello stomaco. L’asportazione oncologica di questa neoplasia rappresenta già in condizioni ordinarie una delle procedure più complesse e rischiose dell’intera chirurgia addominale e toracica. L’intervento deve infatti svilupparsi su due distinti distretti corporei — l’addome e il torace — richiedendo l’asportazione del tratto malato e la successiva ricostruzione del tubo digerente per ripristinare la continuità alimentare.
Nel caso affrontato dal centro di ricerca pugliese, la situazione era resa ancora più insidiosa dalle radicali modifiche strutturali lasciate dal precedente Mini Gastric Bypass. Alterazioni anatomiche, aderenze e un’architettura vascolare e gastrica profondamente stravolta rendono la pianificazione chirurgica e la ricostruzione del transito alimentare un vero e proprio rebus. In ambito medico internazionale, l’insorgenza di un carcinoma al cardias o all’esofago su pazienti precedentemente sottoposti a bypass gastrico è un evento d’estrema rarità — registrato in soli 50 casi al mondo — e finora mai trattato combinando la tecnica di Ivor Lewis e l’uso avanzato della robotica.
I PUNTI CHIAVE DEL PRIMATO SCIENTIFICO
Caso di rara complessità: Solo 50 casi documentati al mondo di carcinoma cardiale/esofageo post Mini Gastric Bypass.
Primato Mondiale: Prima resezione esofago-gastrica Ivor Lewis eseguita con tecnica robotica in presenza di pregressa chirurgia bariatrica.
Visione 3D e Precisione Millimetrica: La piattaforma robotica ha garantito la massima accuratezza di dissezione tra addome e torace.
Percorso di Ricerca Avanzato: Paziente arruolata nello studio clinico internazionale di fase III “MATTERHORN”.
Dalla diagnosi al trial MATTERHORN: l’approccio multidisciplinare
La riuscita dell’intervento non è dipesa solo dall’abilità manuale al manipolo robotico, ma da un meticoloso percorso diagnostico-terapeutico multidisciplinare. La paziente è stata presa in carico da un team integrato di oncologi, chirurghi, anestesisti, radiologi e rianimatori. Prima di giungere al tavolo operatorio, la donna è stata sottoposta a un trattamento oncologico neoadiuvante, venendo arruolata nello studio clinico internazionale di Fase III denominato MATTERHORN. Un ambito nel quale l’IRCCS “Saverio de Bellis” vanta la leadership nel Mezzogiorno, figurando come primo centro del Sud Italia per volume di pazienti arruolati.
Successivamente, la paziente è entrata in sala operatoria, dove ad attenderla c’era l’équipe guidata dal Dott. Leonardo Vincenti, Direttore dell’U.O.C. di Chirurgia Generale e del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Istituto, affiancato dai dirigenti medici Dott. Fabrizio Aquilino e Dott.ssa Felicia Fiore. L’uso della tecnologia robotica ha garantito una visione tridimensionale ad altissima definizione e un controllo dei movimenti con precisione sub-millimetrica, fattore determinante per muoversi in sicurezza tra i tessuti modificati dal precedente intervento bariatrico.
“La particolare complessità dell’intervento non è stata legata soltanto alla precedente chirurgia bariatrica, ma anche alla sede della malattia, sviluppatasi in parte nell’addome e in parte nel torace. Si è trattato di una procedura particolarmente impegnativa, resa possibile dal grande lavoro di squadra di tutte le professionalità presenti nel nostro Istituto.”
— Dott. Leonardo Vincenti, Direttore Dipartimento Scienze Chirurgiche IRCCS “De Bellis”
Chirurgia robotica e sanità pubblica: i commenti dei vertici
L’impiego del sistema robotico mininvasivo ha permesso non solo l’asportazione radicale del tumore, ma ha garantito un netto contenimento del trauma chirurgico, una riduzione del dolore post-operatorio e un recupero funzionale significativamente più rapido per la paziente. Un risultato che testimonia il livello raggiunto dalle strutture pubbliche ad alta specializzazione.
Soddisfazione è stata espressa dalla direzione generale dell’istituto di Castellana Grotte. Il Direttore Generale, Dott. Michelangelo Armenise, ha evidenziato come la capacità di affrontare casi unici al mondo derivi dalla stretta sinergia tra tecnologia e capitale umano: “La nostra missione è mettere l’innovazione tecnologica direttamente al servizio dei cittadini, dimostrando che il sistema sanitario pubblico è perfettamente in grado di dare risposte concrete ed eccellenti anche davanti alle sfide cliniche più complesse”.
Sulla stessa linea il Direttore Sanitario, Dott. Emanuele Tatò, che ha ribadito la centralità del lavoro d’insieme: “Accompagnare la paziente dalla fase di diagnosi fino al trattamento post-operatorio attraverso decisioni condivise tra più reparti è la chiave per garantire sicurezza, continuità assistenziale e appropriatezza terapeutica”. L’eccezionale intervento conferma l’IRCCS “De Bellis” quale punto di riferimento d’eccellenza nazionale per la chirurgia oncologica complessa dell’apparato digerente.

