Raccolta sospesa tra il vecchio ospedale “San Giacomo” e la nuova struttura Monopoli-Fasano: i donatori e i pazienti privati di un servizio vitale chiedono un cronoprogramma certo
Una situazione di profonda incertezza e forte preoccupazione sta scuotendo la comunità dei donatori di sangue a Monopoli. In concomitanza con il delicato e atteso passaggio delle attività sanitarie dal presidio ospedaliero “San Giacomo” al nuovo Polo Ospedaliero Monopoli-Fasano, si è verificato un blocco totale delle attività del Centro Trasfusionale. Un’interruzione improvvisa che rischia di gravare pesantemente sui malati, sugli interventi chirurgici e sulle terapie salvavita che dipendono quotidianamente dalle sacche di sangue raccolte sul territorio.
La promessa mancata e il paradosso dei macchinari trasferiti
Attraverso una nota ufficiale diffusa anche per celebrare il 60° anno dalla sua fondazione (1966-2026), l’AVIS Comunale di Monopoli OdV, guidata dal Presidente Cav. Raffaele Latela, ha espresso pubblicamente tutto il proprio sconcerto. Nei mesi e nei giorni precedenti, nel corso delle varie interlocuzioni istituzionali, alla dirigenza associativa era stato ampiamente assicurato che il punto di raccolta presso il “San Giacomo” sarebbe rimasto pienamente operativo anche durante tutta la fase di transizione logistica. Questo accordo avrebbe dovuto blindare la continuità delle donazioni, riducendo al minimo i disagi per i cittadini solidali.
La realtà dei fatti si è rivelata purtroppo diametralmente opposta. Negli ultimi giorni, alcuni dei macchinari fondamentali presenti nel vecchio Centro Trasfusionale sono stati smantellati e trasferiti nella nuova struttura con l’intento teorico di accelerare i tempi. L’atto pratico ha però generato un paradosso logistico: ad oggi gli operatori sanitari si trovano nell’impossibilità oggettiva di operare sia nella vecchia sia nella nuova sede, congelando di fatto l’intera rete di raccolta locale proprio mentre il fabbisogno ematico regionale non accenna a diminuire.
“Il sangue non può essere prodotto artificialmente e non può essere sostituito: dipende esclusivamente dalla solidarietà dei donatori e dall’efficienza di una rete trasfusionale in grado di raccoglierlo e renderlo disponibile quando serve.” – ricorda con fermezza il direttivo AVIS.
Il nodo cruciale della carenza di personale
Oltre alle problematiche strettamente logistiche, emerge con drammaticità una piaga strutturale ben nota alla sanità locale: la gravissima carenza di personale. Questa insufficienza cronica di organico impedisce di fatto l’apertura e la gestione contemporanea di due punti di raccolta (il vecchio e il nuovo presidio). Di conseguenza, è naufragata persino la soluzione temporanea di una programmazione su giornate alternate, un’ipotesi inizialmente prospettata dalla stessa ASL per accompagnare il periodo di transizione e attutire l’impatto sulla cittadinanza.
L’associazione ci tiene a sottolineare e ringraziare lo straordinario spirito di servizio e la totale disponibilità dimostrata in ogni momento dagli operatori sanitari del Centro Trasfusionale, i quali si trovano in prima linea a subire i disagi di una transizione che appare priva di una cabina di regia lineare.
L’appello formale e la richiesta di un cronoprogramma alla ASL Bari
Giunti a questo punto critico, l’AVIS di Monopoli rompe gli indugi e si fa portavoce delle legittime aspettative dei donatori e, soprattutto, dei bisogni inderogabili di tutti quei pazienti che dal sistema trasfusionale dipendono per la propria salute e per la vita stessa.
L’istanza presentata alla Direzione Strategica della ASL è perentoria: serve una posizione chiara, definitiva e pubblica sul futuro del Centro Trasfusionale e sulla ripresa immediata delle attività di raccolta sangue sul territorio. L’AVIS chiede la definizione urgente di un cronoprogramma preciso e vincolante.
“I donatori, le associazioni e l’intera comunità meritano indicazioni precise, prive di ambiguità e non soggette a interpretazioni differenti”, conclude la Segreteria e il Presidente Cav. Raffaele Latela, ribadendo che l’associazione resterà a disposizione per collaborare con spirito costruttivo, ma non intende fare passi indietro sulla tutela della salute pubblica.
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