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Sanità, svolta al San Paolo di Bari: c’è il nuovo ambulatorio per le malattie croniche intestinali

Percorsi dedicati, presa in carico multidisciplinare e una rete aziendale all’avanguardia per i pazienti affetti da Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa. Abbattimento delle liste d’attesa e stop ai “viaggi della speranza” fuori regione: la struttura barese ha già registrato oltre 6.000 prestazioni.

Una risposta concreta, strutturata e ad altissima specializzazione per i pazienti che convivono con patologie complesse, dolorose e invalidanti. Presso l’Ospedale San Paolo di Bari è da oggi ufficialmente operativo il nuovo ambulatorio interamente dedicato alla diagnosi, al follow-up e al trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI).

La nuova struttura, situata strategicamente al VII piano (lato est) del presidio ospedaliero, afferisce alla Unità Operativa Semplice (UOS) di Endoscopia Digestiva, a sua volta parte integrante della Unità Operativa Complessa (UOC) di Gastroenterologia.

La presentazione formale del nuovo assetto organizzativo è avvenuta questa mattina nel corso di una visita del Direttore Generale della ASL Bari, Luigi Fruscio. Il manager ha incontrato l’équipe medica, il personale infermieristico, gli operatori socio-sanitari e i rappresentanti del mondo associazionistico, tra cui Anna Valenzano, vicepresidente di Micro Italia Odv, associazione da anni in prima linea nella tutela dei diritti dei pazienti affetti da patologie intestinali croniche.

Un’emergenza epidemiologica da 11mila casi in Puglia

L’attivazione di questo servizio risponde a una vera e propria urgenza epidemiologica. Secondo i più recenti dati di settore, le MICI — che comprendono principalmente il Morbo di Crohn e la Rettocolite Ulcerosa — colpiscono circa 350.000 persone in Italia. In Puglia, il bacino d’utenza stimato supera gli 11.000 pazienti. Si tratta di patologie caratterizzate da un andamento cronico e recidivante, che necessitano di terapie farmacologiche continuative, monitoraggi endoscopici frequenti e, non di rado, complessi approcci chirurgici.

“L’attivazione di questo nuovo ambulatorio rappresenta un ulteriore passo avanti nella costruzione di percorsi assistenziali sempre più strutturati e vicini ai bisogni dei pazienti cronici” – ha dichiarato con fermezza il Direttore Generale della ASL Bari, Luigi Fruscio –. “Le MICI richiedono una continuità delle cure assoluta, una perfetta integrazione tra competenze specialistiche e la capacità clinica ed empatica di accompagnare la persona lungo l’intero percorso diagnostico e terapeutico. Il lavoro svolto al San Paolo va a rafforzare una rete aziendale concepita per offrire ai cittadini cure di altissima qualità e accessibili sul territorio. L’obiettivo strategico è duplice: migliorare la vita dei malati e ridurre la mobilità passiva, ovvero la necessità per i pugliesi di spostarsi fuori regione per ricevere assistenza”.

Il modello organizzativo e i numeri del successo

Il cuore della svolta risiede nella completa rimodulazione dell’offerta sanitaria interna. Il San Paolo ha introdotto agende di prenotazione totalmente riservate ai pazienti affetti da MICI, separandole dalle liste d’attesa generiche. Questo meccanismo assicura tempistiche rapide, fondamentali per intercettare precocemente le riacutizzazioni della malattia.

Sebbene l’inaugurazione formale sia avvenuta oggi, il nuovo impianto organizzativo è stato testato sul campo negli ultimi mesi, registrando volumi di attività straordinari. Da settembre ad oggi, la struttura sanitaria barese ha infatti già erogato:

  • Oltre 300 visite gastroenterologiche specialistiche;
  • 200 Day Service complessivi;
  • Oltre 6.000 prestazioni endoscopiche.

Il nuovo assetto garantisce, oltre a corsie preferenziali in Endoscopia Digestiva, la possibilità di eseguire esami diagnostici invasivi in regime di anestesia o sedazione profonda, abbattendo lo stress fisico e psicologico per il paziente. È stata inoltre ottimizzata e potenziata la logistica legata alle infusioni dei moderni farmaci biologici e immunomodulatori di ultima generazione.

Tra eccellenza clinica e fragilità sociale

L’ospedale si inserisce in un contesto urbano densamente popolato, intercettando bisogni che superano il mero dato clinico.

“Spesso ci troviamo a prenderci cura di pazienti che, oltre alla severità clinica della patologia, vivono in condizioni di oggettiva fragilità sociale” – mette in evidenza il dottor Francesco Gatti, Responsabile della UOS di Endoscopia Digestiva del San Paolo –. “La collocazione dell’Ospedale San Paolo in un’area metropolitana particolarmente popolosa determina un’elevata richiesta assistenziale. Per questo, insieme ai colleghi dell’Endoscopia Digestiva, la dr.ssa Antonella De Michina, il dr. Fulvio D’Abramo e la dr.ssa Maria Ludovica Martino, abbiamo rimodulato completamente l’offerta sanitaria, creando percorsi dedicati e nuovi spazi fisici che consentono di svolgere parallelamente l’attività ambulatoriale e quella endoscopica. Questo ci permette di seguire il paziente in maniera più continuativa, garantendo accessi mirati, maggiore appropriatezza e una presa in carico multidisciplinare dei casi più complessi”.

Una rete di protezione totale

L’operatività dell’ambulatorio poggia su una solida rete di supporto interno. Per i casi clinici più critici ed acuti che necessitano di ospedalizzazione, è garantita la disponibilità immediata di ricovero ordinario presso la UOC di Gastroenterologia, guidata dal dottor Antonio Grandolfo (che ricopre anche il ruolo strategico di Direttore del Dipartimento di Area Medica Specialistica della ASL Bari).

L’integrazione tra l’ambulatorio specialistico, i servizi di endoscopia h24 e i posti letto di degenza crea una filiera protetta (“rete MICI aziendale”) capace di non lasciare mai solo il paziente, dalla diagnosi iniziale fino alle terapie avanzate. Una sanità pubblica di prossimità che riduce le distanze tra medici e cittadini.