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Monopoli, addio vecchio “San Giacomo”? Non proprio. Ecco il piano per il nuovo ospedale

Fine giugno il termine per l’operatività. Più medici, tecnologie moderne e la sfida della mobilità: tutti i dettagli

 

Il countdown per la sanità del sud-est barese e del brindisino è ufficialmente iniziato. Secondo quanto emerso nelle ultime ore in Commissione Regionale, il nuovo polo ospedaliero Monopoli-Fasano aprirà i battenti e sarà operativo entro la fine di giugno 2026*

A dare l’annuncio è Maria La Ghezza (Movimento 5 Stelle Puglia), a margine di un confronto con l’Assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia. La notizia segna una svolta attesa da anni per un’infrastruttura destinata a diventare il cuore tecnologico della dorsale adriatica.

 

Il trasferimento dal vecchio “San Giacomo” alla nuova struttura non sarà un trasloco “chiavi in mano” improvviso, ma un processo graduale. L’obiettivo dichiarato dalla Regione e ribadito dalla consigliera Laughezza è la massima sicurezza:

* **Continuità assistenziale:** Garantire che nessun servizio venga interrotto durante il passaggio.

* **Sicurezza del personale:** Formazione specifica per l’utilizzo delle nuove tecnologie.

* **Macchinari d’avanguardia:** La struttura sarà dotata di strumentazioni di ultima generazione per diagnosi e cure più efficienti.

“Ho avuto rassicurazioni anche per quello che riguarda il personale,” dichiara La Ghezza, “che sarà implementato rispetto a quello attualmente in forza al San Giacomo.”

 

Una delle preoccupazioni principali dei cittadini riguardava il destino del vecchio ospedale cittadino. Il piano illustrato in Commissione prevede una riconversione strategica: il San Giacomo non chiuderà, ma cambierà pelle trasformandosi in un presidio della sanità territoriale.

Nello specifico, la struttura continuerà a ospitare:

1. **Punto prelievi**

2. **Centro trasfusionale**

3. **Servizi ambulatoriali** costruiti sulle esigenze specifiche dei residenti.

 

Se da un lato la struttura sanitaria è ormai pronta, resta aperta la sfida logistica. Il nuovo ospedale sorge in una posizione baricentrica, ma necessita di una rete di trasporti all’altezza.

“Serve una mobilità efficiente e accessibile per tutti i cittadini del territorio,” sottolinea La Ghezza.

 

Il tema dei collegamenti bus e ferroviari sarà dunque il prossimo banco di prova per le amministrazioni locali e regionali, per evitare che un’eccellenza medica diventi difficile da raggiungere per le fasce più fragili della popolazione.

 

Il Movimento 5 Stelle ha assicurato che la vigilanza sull’iter di apertura rimarrà alta. Con la scadenza di fine giugno ormai prossima, l’attenzione si sposta ora sul cronoprogramma del personale e sul collaudo finale delle grandi apparecchiature, elementi chiave per far sì che il nuovo ospedale non sia solo una “scatola” moderna, ma un motore di salute per tutta la Puglia.