Una cerimonia solenne in Piazza Falcone-Borsellino per rinnovare l’impegno contro la mafia: il ricordo del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Oggi, 19 luglio 2025, ricorre il trentatreesimo anniversario della strage di via D’Amelio, un giorno impresso a fuoco nella memoria collettiva italiana. Trentatré anni fa, in un pomeriggio estivo a Palermo, la mafia sferrò uno dei suoi attacchi più efferati, strappando alla vita il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Il ricordo a Monopoli
Anche quest’anno, l’Amministrazione Comunale di Monopoli si unisce al coro della memoria, riaffermando il proprio impegno nella difesa della legalità e nel ricordo di chi ha sacrificato la vita per essa. La città pugliese, seppur distante dai luoghi fisici di quella tragedia, sente forte il dovere morale di onorare il sacrificio di questi eroi.
Come ogni anno, il ricordo si è concretizzato in una solenne cerimonia di commemorazione. Alle ore 9.30, presso la lapide in piazza Falcone-Borsellino e agenti di scorta, autorità politiche, civili e militari si sono riunite per la deposizione di una corona di fiori. Un gesto semplice, ma carico di un profondo significato simbolico, che rinnova l’omaggio a chi ha pagato con la vita il proprio dovere.
L’eredità di Borsellino e l’impegno per la legalità
La figura di Paolo Borsellino, legata indissolubilmente a quella del suo collega e amico Giovanni Falcone, rappresenta un faro di giustizia e integrità. Entrambi hanno lottato strenuamente contro la criminalità organizzata, consapevoli dei rischi ma fermamente convinti della necessità di smascherare e combattere il potere mafioso. La loro morte non è stata vana; ha scosso le coscienze, alimentato la sete di giustizia e rafforzato la determinazione di molti nel perseguire la legalità.
La strage di via D’Amelio non è solo un evento da ricordare, ma una ferita aperta che continua a interrogarci sul ruolo della giustizia, sulla pervasività della criminalità organizzata e sulla responsabilità di ognuno di noi nel costruire una società più giusta. Il sacrificio di Borsellino e della sua scorta è un monito costante a non abbassare la guardia, a non cedere alla rassegnazione e a coltivare, giorno dopo giorno, i valori della legalità e dell’etica pubblica.
Un momento di raccoglimento e di impegno futuro
La cerimonia di Monopoli non è stata solo un momento di raccoglimento e di commozione, ma anche un’occasione per riaffermare l’impegno della comunità. L’eredità di Paolo Borsellino vive non solo nel ricordo delle sue parole e delle sue azioni, ma soprattutto nell’impegno quotidiano di chi crede che un futuro libero dalla mafia sia possibile.
La memoria è un dovere, ma è anche uno strumento per il presente e per il futuro. Ricordare via D’Amelio significa rinnovare il proprio impegno per una società in cui la giustizia prevalga sull’ingiustizia, il coraggio sulla paura, la verità sull’omertà.

