Non si placano le polemiche politiche a Monopoli all’indomani dell’ultimo Consiglio comunale dedicato alla verifica dei programmi e ai documenti di bilancio. Un dibattito acceso che, anziché esaurirsi nell’aula consiliare, si è trasferito all’esterno attraverso un botta e risposta a mezzo stampa tra la maggioranza e il Partito Democratico.
L’inizio dello scontro: le liste civiche difendono l’operato dell’amministrazione
A dare il via al confronto mediatico sono state le liste civiche di maggioranza – Monopoli al Centro, Monopoli Presente e Fare Comune – che con una nota ufficiale hanno preso la parola per rispedire al mittente le critiche delle opposizioni e rivendicare i risultati raggiunti nei primi tre anni di governo della città.
Bollando le contestazioni della minoranza come “demagogia” e parlanti di un «copione già scritto e privo di originalità», la coalizione di governo ha elencato una serie di interventi e traguardi concreti:
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La costruzione di un nuovo asilo e di una nuova scuola dell’infanzia.
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Gli investimenti sulla cultura e la promozione turistica.
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Il potenziamento dei servizi, con la revisione della gara per l’igiene urbana senza aggravi significativi per le famiglie.
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L’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi.
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L’imminente bando (a novembre) per il terzo concorso di assunzione di nuovo personale comunale.
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Il rispetto delle tempistiche per i progetti e le risorse del PNRR.
I gruppi di maggioranza hanno inoltre accusato l’opposizione di confondere la visione strategica del Documento Unico di Programmazione (DUP) con i dettagli del bilancio di previsione, bollando le argomentazioni della minoranza come un leitmotiv sempre uguale e paragonato ironicamente al “prezzemolo” nella cucina pugliese.
La controriposta del PD il giorno dopo: “Silenzio in aula, loquaci solo a mezzo stampa”
La risposta dell’opposizione non si è fatta attendere ed è arrivata il giorno successivo con la presa di posizione del Partito Democratico, che ha sollevato una questione istituzionale sul metodo e sul rispetto dell’aula consiliare.
Il PD ha infatti sottolineato come durante la seduta di lunedì, dopo gli interventi della minoranza dedicati a temi finanziari e programmatici cruciali, sia calato il silenzio tra i banchi della maggioranza. “Ho letto con una certa sorpresa le recenti dichiarazioni sulla stampa di alcuni gruppi consiliari della maggioranza”, ha attaccato il PD, aggiungendo che “la voglia di intervenire è arrivata dopo, quando non c’era più da rispondere alle critiche dell’opposizione o, forse, parlare ai giornali è più semplice che sostenere un confronto diretto”.
Secondo i dem, le dichiarazioni della maggioranza e degli assessori assomigliano più a un’anteprima del prossimo bilancio che a una verifica puntuale di quanto realizzato. Per il PD, la programmazione dell’amministrazione continua a mostrare molti obiettivi enunciati ma poche priorità chiare, tempi incerti e una mancanza di visione complessiva. Da qui la conferma del voto contrario e l’affondo finale sul valore del dibattito in aula: “Come dovremmo interpretare il silenzio della maggioranza? I quattro consiglieri di minoranza non meritano risposte o il confronto diventa superfluo? Il confronto non è un favore all’opposizione, ma un dovere verso i cittadini. E avere i numeri per vincere una votazione non significa necessariamente avere le risposte per convincere i cittadini”.
Un botta e risposta che lascia aperto un interrogativo di fondo sul clima politico cittadino e sul valore del confronto democratico nelle sedi istituzionali.

