VIDEO/FOTO – La programmazione della stagione di prosa 2019/2020 al Radar

Undici, gli spettacoli in cartellone targati Consorzio Teatri di Bari


 

Undici spettacoli in cartellone targati Consorzio Teatri di Bari – TRIC (Teatro di rilevante interesse culturale, unico in Puglia a essere riconosciuto dal Ministero), per una stagione di prosa 2019/2020 ancora più varia al Teatro Radar di Monopoli presentata, questa mattina, in conferenza stampa nel foyer. Ad ospitarla per il secondo anno consecutivo, un pezzo importante della storia culturale della città, riaperto a settembre dello scorso anno grazie all’impegno di Comune di Monopoli e del Conservatorio Nino Rota e animato con gli spettacoli di Teatri di Bari. Passo finale del percorso di recupero del teatro Radar, avviato 8 anni fa dopo che la struttura era rimasta chiusa sin dal 1985. E i numeri hanno benedetto l’operazione: sono stati 399 gli abbonamenti registrati nella passata stagione, con oltre 12mila spettatori nei 30 spettacoli nel cartellone di Teatri di Bari e 49 eventi organizzati da altre associazioni.

La stagione 2019/2020, curata da Teresa Ludovico, è stata presentata questa mattina all’interno del foyer del teatro Radar. Si parte il 26 e 27 ottobre con Uomo solo in fila – I pensieri di Pasquale, prodotto dal Teatro Franco Parenti con la regia di Luca Sandri. Maurizio Micheli porta in scena un nuovo personaggio dopo il successo di Mi Voleva Strehler’: un uomo solo in coda in un anonimo ufficio di Equitalia, affiancato da altri esseri umani che, come lui, aspettano di conoscere il loro destino. Il 9 e 10 novembre è la volta di Oggi è già domani, riadattamento teatrale di Jaja Fiastri dell’esilarante commedia di Willy Russell; produzione di Garinei e Giovannini con regia di Pietro Garinei. Paola Quattrini interpreta una casalinga dall’esistenza grigia, che ha un solo compagno con cui sfogarsi dei suoi problemi: il muro della cucina. Il 23 e 24 novembre spazio a Gianrico Carofiglio con La manomissione delle parole, prodotto da Teatri di Bari con la regia di Teresa Ludovico. Un’originale lezione in cui il magistrato e scrittore va a smontare le forme base del nostro linguaggio per ridare loro la dignità meritata, ‘giocando’ con le citazioni di personaggi diversissimi tra loro, come Aristotele, Primo Levi e Obama. In scena il 21 e 22 dicembre Mastro Don Gesualdo, interpretato da Enrico Guarneri e prodotto dall’Associazione culturale Progetto Teatrando. Lo spettacolo è diretto da Guglielmo Ferro, figlio di Turi Ferro, l’interprete del Mastro don Gesualdo nel 1967, che, da anni, si dedica alla drammaturgia contemporanea adottando una tecnica registica di respiro europeo. Il 2020 si apre con la storia del soldato sbruffone Pirgopolinice: l’11 e 12 gennaio va in scena Il Miles Gloriosus, nella versione tradotta e diretta da Marinella Anaclerio, con produzione della Compagnia del Sole. Sul palcoscenico, una gara per ottenere il favore di Pirgopolinice, pronto a regalare parte delle sue ricchezze se adulato. Una storia del passato, che si potrebbe però adattare tranquillamente ad alcune figure del presente. Il 25 e 26 gennaio l’attore Dino Abbrescia si racconta in Raccondino, mostrandosi al pubblico attraverso i suoi personaggi. Una produzione Auroom, diretta da Susy Laude. Una storia che parte dalla Bari dell’infanzia e sfocia nella scoperta della musica e del teatro, passione che coltiverà fino a farne il suo lavoro. Complice la sostituzione ‘last minute’ di un attore infortunato. Il 9 e 10 febbraio va in scena un grande classico della commedia greca, nel riadattamento curato e diretto da Emilio Russo, su produzione di TieffeTeatro Milano: Uccelli di Aristofane. Sul palco rivive il viaggio dei due ‘profughi’ Pisetero ed Evelpide, alla ricerca della città e della vita ideale, lontano dai meccanismi complicati della vita sociale e istituzionale di Atene. Il 22 e 23 febbraio Lunetta Savino è la protagonista di Non farmi perdere tempo, una ‘Tragedia comica per donna destinata alle lacrime che si ribella e si diverte’, prodotta da Arteteca – Laprimamericana – Mater e diretta da Massimo Andrei. Interpreta Tina, una donna che ad un certo punto della sua vita decide di affrontare e concludere molte delle faccende ordinarie e straordinarie, delle aspirazioni e passioni che ha sopportato, rimandato o aspettato per molto tempo. L’8 marzo è la volta di Anfitrione (Fuori abbonamento), adattamento teatrale dell’opera del commediografo Plauto, prodotta da Teatri di Bari/Kismet e diretta da Teresa Ludovico. Il doppio, la costruzione di un’identità fittizia, il furto dell’identità, la perdita dell’identità garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova, da lui definita tragicommedia, perché gli accadimenti riguardano dei, padroni e schiavi. Letteratura e teatro si fondono il 14 e 15 marzo con L’Abito Nuovo, frutto di una collaborazione artistica tra Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello. La regia delle scene è curata da Michelangelo Campanale, per una produzione di Compagnia La luna nel letto e Associazione culturale Tra il dire e il fare. Un progetto nato intorno all’omonima novella dello scrittore siciliano, che Eduardo individuò come adatta ad una trasposizione teatrale. Chiude la stagione 2019/2020 il 28 e 29 marzo lo spettacolo Una Guerra, storia di migrazioni e decisioni difficili, prodotto da Fondazione Teatro della Toscana e diretto da Michele Riondino. Anna Foglietta interpreta una donna coraggiosa, che per salvare i suoi due figli dal conflitto che sta martoriando il suo Paese decide di tentare il viaggio che la porterà ad attraversare il Mediterraneo, parabola dei flussi migratori odierni.

Non mancano gli appuntamenti per i ragazzi: ritorna la Stagione Scuole, con programmazione a partire dall’8 novembre. Dieci gli spettacoli in programma al teatro Radar, pensati per i piccoli spettatori dai 4 anni in su. Dalle favole intramontabili ai grandi classici, senza dimenticare produzioni originali, per un cartellone capace di toccare i temi più disparati e incontrare così gli interessi del giovane pubblico.

Il teatro “Radar” di Monopoli riapre le porte alla Città per la nuova stagione teatrale 2019/2020 che si preannuncia ricca di appuntamenti di elevato spessore. Il nostro teatro è un luogo non solo di spensieratezza e di svago, ma anche di aggregazione, di crescita culturale e di riflessione.

Se lo scorso anno abbiamo restituito il “Radar” alla collettività dopo oltre trent’anni con una stagione inaugurale che ha raccolto il favore del pubblico, quest’anno abbiamo costruito un cartellone che va incontro ad una utenza sempre più differente e eterogenea.

Il nostro ringraziamento va a tutti coloro che hanno collaborato e, in particolare, a Teresa Ludovico che ha ideato e curato una stagione teatrale di cui andare fieri, con prestigiosi nomi e temi importanti.

Un imperdibile connubio tra spettacoli e professionisti d’eccellenza che ci accompagneranno da autunno a primavera, come Maurizio Micheli, Paola Quattrini, Anna Foglietta o Dino Abbrescia, giusto per ricordarne alcuni.

Per i più piccoli anche quest’anno c’è un calendario di eventi che troverà la sua naturale conclusione nel “Maggio all’infanzia”, manifestazione ad essi dedicata e che lo scorso anno abbiamo portato per la prima volta a Monopoli.

Infine, a corollario di questo lungo calendario di eventi troveranno spazio nel “Radar” anche tutte le iniziative delle nostre associazioni e dei nostri istituti scolastici che con i loro concerti, spettacoli e tanto altro, animeranno la vita culturale monopolitana e porteranno sul palcoscenico la qualità e l’estro dei nostri giovani artisti.

Non ci resta altro, quindi, che augurare a tutti una buona stagione teatrale!

Angelo Annese

Sindaco di Monopoli

Rosanna Perricci

Assessore alla Cultura

TESTI CATALOGO

sabato 26 ottobre h 21.00

domenica 27 ottobre h 18.00

Teatro Franco Parenti

UOMO SOLO IN FILA

I PENSIERI DI PASQUALE

di e con Maurizio Micheli

al pianoforte Gianluca Sambataro

regia Luca Sandri

spazio scenico Fabio Cherstich

Dopo l’inesauribile successo di Mi Voleva Strehler, Maurizio Micheli, con la sua ineguagliabile sofisticata ironia, porta in scena un nuovo personaggio vittima consapevole del senso e non-senso della vita. Un uomo solo è in coda in un anonimo ufficio di Equitalia affianco di altri esseri umani, che come lui, aspettano di conoscere il loro destino.

Protagonista è l’attesa, quella dell’assurdo quotidiano in cui trovano spazio pensieri, speranze, inquietudine, pazzie, canzoni e… illusioni.

Dopo frasi di circostanza scambiate con sconosciuti personaggi immaginari, l’eterna attesa costringe Pasquale a mettersi in fila con se stesso.

Che sia per conoscere il proprio destino o soltanto per pagare una bolletta, ognuno attende qualcosa. Ma solo il confronto con il proprio vissuto, con i propri pensieri può svelare il senso profondo della vita.

 

 

sabato 9 novembre h 21.00

domenica 10 novembre h 18.00

 

Garinei e Giovannini

OGGI È GIÀ DOMANI

con Paola Quattrini

commedia di Willy Russel

versione italiana Jaia Fiastri

regia Pietro Garinei

musiche Armando Trovajoli

(con canzoni di Serena Autieri)

scene Uberto Bertacca

costumi Silvia Frattolillo

Una commedia esilarante nata dalla penna di Willy Russell e adattata da Jaja Fiastri, quando fu presentata a Londra al Duke of York’s vinse il Laurence Oliver Award come Comedy of the year e a New York.

Una casalinga con un marito distratto e quasi sempre assente, due figli egoisti che si ricordano di avere una madre soltanto quando hanno bisogno di aiuto… Quella di Dora sembrerebbe un’esistenza grigia ma, invece, non è così, perché Dora è una donna dotata di eccezionali risorse e riesce a vincere la solitudine sfogandosi con un’amica che sa ascoltare: il muro della cucina.

Al muro, Dora confida sogni, desideri e felici ricordi. Racconta gli accadimenti delle sue giornate ed alcuni divertenti incontri con una antipatica vicina di casa, una sorprendente compagna di scuola, un cane forzatamente vegetariano e con Pia la sua unica amica femminista. Se un muro potesse ridere e commuoversi, non c’è dubbio che il “suo” muro lo farebbe perché Dora esprime tenerezza, fantasia ed un irresistibile umorismo. Grazie a queste doti, Dora riesce ad evadere dalla prigione domestica e non solo metaforicamente. Perché, un bel giorno, ritrova tutto il suo coraggio: pianta la famiglia ingrata e si tuffa in una esotica avventura partendo per la Grecia insieme con l’amica Pia.

 

 

sabato 23 novembre h 21.00

domenica 24 novembre h 18.00

Teatri di Bari
LA MANOMISSIONE

DELLE PAROLE

di e con Gianrico Carofiglio

musiche dal vivo Michele Di Lallo maestro di fagotto

regia Teresa Ludovico

spazio e luci Vincent Longuemare

La manomissione delle parole è una riflessione sull’uso dei termini, sulla loro funzione, sul valore che essi hanno nella costruzione delle storie di ciascuno di noi, tanto da essere pilastri della nostra vita etica e civile. Fondamenta che sempre più spesso vengono logorate dall’abuso e dalla manipolazione dei significati. Come si fa a ridar loro la dignità che meritano? Per Carofiglio l’unico metodo è manometterli, cioè smontarli e rimontarli nel loro verso originario. L’autore costruisce un’indagine letteraria politica e giudiziaria a partire da alcune citazioni di personaggi diversissimi tra loro, da Aristotele a Cicerone, da Dante a Primo Levi, da Calvino a Nadine Gordimer, da Obama a Bob Dylan. L’importanza delle parole, delle parole al potere, è al centro del testo di Carofiglio che ci ricorda che dire è fare. Una performance che mette in gioco l’abilità oratoria di Gianrico Carofiglio in costante dialogo con la versatilità espressiva del fagotto, considerato lo strumento più vicino alla voce umana. L’autore–interprete intercetta brani tratti dal libro a improvvisazioni tematiche in una partitura guida e lieve tesa a coinvolgere gli spettatori.

La luce disegna uno spazio scenico in costante relazione con la drammaturgia.

 

 

sabato 21 dicembre h 21.00

domenica 22 dicembre h18.00

A.C. Progetto Teatrando

MASTRO DON GESUALDO

con Enrico Guarneri

di Giovanni Verga

e con Rosario Marco Amato, Pietro Barbaro,

Giovanni Fontanarosa, Rosario Minardi,

Vincenzo Volo (il resto del cast in fase di definizione)

rielaborazione drammaturgica Micaela Miano

regia Guglielmo Ferro

scene Salvo Manciagli

costumi Carmen Ragonese

musiche video proiezioni Massimiliano Pace

Enrico Guarneri interpreta perfettamente Gesualdo Motta, il manovale che è riuscito a ‘farsi’ da solo, divenendo ricco con il proprio lavoro, odiato da tutti, trattato ora con disprezzo ora con ironia. La messinscena dello spettacolo è affidata al regista Guglielmo Ferro, figlio di Turi Ferro interprete del Mastro don Gesualdo nel 1967, che, da anni, si dedica alla drammaturgia contemporanea adottando una tecnica registica di respiro europeo. La sua profonda conoscenza del teatro contemporaneo, il gusto minimalista e moderno delle sue messinscene sono indispensabili per un’operazione culturale che mira, nel rispetto assoluto del valore storico-letterario del testo verghiano, ad una trasposizione più attuale del Mastro – don Gesualdo.

La rielaborazione drammaturgica di Micaela Miano intende ricontestualizzare il ‘concetto di roba’, che permea il romanzo, l’incessante e frenetica attività di speculazione di un mondo di estremo materialismo, dove non c’è posto per i sentimenti, in un mondo senza spazio e tempo, in cui i personaggi sono ‘fotografati’ come una marionetta non può fare altro che andare incontro al proprio destino, che niente e nessuno potrebbe cambiare.

 

 

sabato 11 gennaio h 21.00

domenica 12 gennaio h 18.00

 

Compagnia del Sole

IL MILES GLORIOSUS

traduzione e regia Marinella Anaclerio

con Flavio Albanese,

Stella Addario, Antonella Carone,

Claudio Castrogiovanni, Patrizia Labianca,

Loris Leoci Tony, Marzolla,

Luigi Moretti, Dino Parrotta

scena Pino Pipoli

costumi Stefania Cempini

disegno luci Mauro Marasà

Pirgopolinice è un fantastico sbruffone, un gioioso pavone, esagerato spudorato vitale. La distanza tra ciò che è e ciò che crede di essere è tale da irritare profondamente chiunque abbia un po’ di buon senso. Ci sono tempi in cui un personaggio come il suo, perfino sulla scena è troppo, risulta distante da qualsiasi possibilità di riflesso nella realtà, senza dunque il mordente necessario per farscattare nello spettatore quel meccanismo di godimento nel veder messo in ridicolo un vizio che subisce. Ci sono tempi invece ahimè in cui la realtà supera di gran lunga la favola e il povero Pirgopolinice è un ritratto a tinte forti di ben più consapevoli e colpevoli vantoni… In una Efeso simile all’originale quanto l’ambientazione di certi western spaghetti al far west, si consuma la tragicomica truffa di un gruppo di sfaccendati di vario genere ai danni di un soldato che ha due debolezze: le donne, meglio se sposate, ed essere adulato. Ha una divisa, dunque un potere, e molti soldi, che dispensa generosamente per soddisfare questi peccatucci. Do ut des. Normale. Perché tutti dunque lo odiano? Ha rapito e tiene segregata una giovane meretrice, e non fa altro che millantare meriti ed imprese. Tutti fingono simpatia e perfino amore per lui per aver qualcosa in più di ciò che gli spetta, tutti pronti a godere nell’improvvisare vere e proprie recite in favore del credulo pavone, ma pavoneggiandosi a loro volta della loro abilità nel sostenere il ruolo stabilito: l’amico fidato, il servo fedele, il vicino premuroso, la fidanzata amorevole e così via. Così la strada diventa scena e il teatro da mezzo diventa fine e le parole di Giulietta si mescolano a quelle di Ofelia in un pout pourri da serata d’onore. Ne risulta una gara tra attori consumati dove l’unico spettatore pagante in conclusione, viene imbrogliato, derubato e malmenato. L’eccesso è sempre un vizio…a prescindere dal contesto.

 

 

sabato 25 gennaio h 21.00

domenica 26 gennaio h 18.00

Auroom

RACCONDINO

con Dino Abbrescia

regia Susy Laude

direzione artistica Manuel Bozzi

visual concept Olivander

musiche originali Alfa Romero,

Andrea Guzzoletti

Lo spettacolo di Dino Abbrescia è uno spettacolo autobiografico, comico, cosmico, tragicomico… tragicosmico!

Nasce dal desiderio di raccontare se stesso attraverso i propri personaggi. Figure fantastiche incredibilmente premonitrici spesso drammaticamente reali che si accavallano alla vita personale, che si ancorano al passato, al vissuto. I racconti di Dino partono dalla sua Bari, dalla sua infanzia in cui sembra quasi normale condividere la camera da letto con le nonne. La sua famiglia è umile e dura di quell’indurimento tipico di chi deve tirare avanti con dignità, rispetto e sacrificio. Dino cresce tra valori solidi impartiti dal padre poliziotto, un po’ di terrena ambizione, altrettanta impeccabile educazione e sogni. Sogni di rock’n’roll. Quei sogni sani, belli, romantici che guardano in faccia la sfrontatezza ma anche le difficoltà degli anni ’80. Fino alla scoperta della tromba, della musica e del teatro, in veste di tecnico e poi all’improvviso sul palco in sostituzione di un attore impossibilitato a terminare la tournée. Conosceva ogni battuta e si lanciò. E da quella sostituzione non è più sceso dal palco.

 

 

sabato 9 febbraio h 18.00

domenica 10 febbraio h 21.00

TieffeTeatro Milano

UCCELLI DI ARISTOFANE

 

adattamento e regia Emilio Russo

con Camilla Barbarito, Giuditta Costantini,

Nicolas Errico, Ludovico Fededegni,

Claudio Pellegrini, Claudio Pellerito,

Giulia Perosa, Maria Vittoria Scarlattei,

Chiara Serangeli

musiche eseguite dal vivo Dimitris Kotsiouros – Marta Pistocchi, Roberto Romagnoli

scene Lucia Rho costumi Pamela Aicardi

interventi di Teatro d’ombre della Compagnia

Pisetero ed Evelpide, cittadini ateniesi, decidono di lasciare la polis per andare in cerca di un posto dove trascorrere la vita senza grattacapi, lontano dai meccanismi complicati della vita sociale e istituzionale di Atene. In un immaginario luogo tra terra e cielo, lontano da noie e dispiaceri, i due realizzano un sogno utopico: quello di una città che rinnovi la perduta età dell’oro, quando gli uccelli, più antichi di Crono e dei Titani, padroni del tempo, erano sovrani di una patria dolce e materna, senza leggi né violenza.

“Aristofane nella Grecia del 414 A.C., mentre il suo mondo si sgretola tra guerre e scontri ideologici e generazionali, riesce a fermare il tempo, a cercare una via di fuga nell’immaginario, a disegnare un impossibile mondo possibile. Uomini e Dei accumunati da corruzione e avidità, saranno da ora in poi divisi da Nubicuculia, la città costruita sulle nuvole, e dal sogno di libertà e partecipazione degli uccelli suoi abitanti, che decideranno per una vita senza leggi e senza denaro. Sarà proprio in questo “spazio”, quello della voglia di cambiamento, quello della rivoluzione possibile, quello delle pulsioni adrenaliniche, che proveremo a raccontare il capolavoro del più grande poeta comico della commedia classica. Un racconto senza tempo, attualizzato nel linguaggio, tra Cervantes, George Orwell e Alfred Jarry, ma anche Totò, eppure con estrema fedeltà alle dinamiche e agli intrecci dei personaggi originari. In scena una compagnia di giovani interpreti tra parole e musica in uno spettacolo che restituisce la forza comica e le emozioni della straordinaria e controversa opera del grande poeta ateniese. Per il racconto/viaggio dei due “profughi” alla ricerca della città e della vita ideale utilizzeremo diversi linguaggi, dal teatro d’ombre, al canto, al movimento all’interno di una scenografia che richiama gli spalti di un teatro antico, specchio della platea reale in un gioco ad incastro tra il tempo e lo spazio”.

sabato 22 febbraio h 21.00

domenica 23 febbraio h 18.00

 

Arteteca – Laprimamericana – Mater

NON FARMI PERDERE TEMPO

di Massimo Andrei

con Lunetta Savino, Eduarda Iscaro

scene Daniele Stella

costumi Annalisa Ciaramella

musiche Claudio Romano

Tragedia comica per donna destinata alle lacrime.

Pièce sulla preziosità del tempo a disposizione di una donna sola. Tina la protagonista ad un certo punto della sua vita decide di affrontare e concludere molte delle faccende ordinarie e straordinarie, delle aspirazioni e passioni che ha sopportato, rimandato o aspettato per molto tempo.

Siano esse familiari o d’amore o di lavoro o di divertimento, vanno affrontate adesso. Il tempo stringe. Naturalmente non tutto si può fare, ma vale sempre la pena cercarne o perlomeno conquistarsene “la possibilità”.

Grande prova d’attrice, con due registri recitativi apparentemente opposti come quello comico e tragico, ma che qui riescono a procedere parallelamente.

 

 

domenica 8 marzo h 21.00 (fuori abbonamento)

Teatri di Bari/Kismet

ANFITRIONE

scritto e diretto da Teresa Ludovico

con Michele Cipriani, Irene Grasso,

Demi Licata, Alessandro Lussiana,

Michele Schiano Di Cola,

Giovanni Serratore/Marco Falcomatà

musiche dal vivo M° Michele Jamil Marzella

spazio scenico e luci Vincent Longuemare

costumi Cristina Bari e Teresa Ludovico

coreografia Elisabetta di Terlizzi

collaborazione letteraria Lucia Pasetti

Chi sono io se non sono io?

Quando guardo il mio uguale a me, vedo il mio aspetto, tale e quale, non c’è nulla di più simile a me! Io sono quello che sono sempre stato?

Dov’è che sono morto? Dove l’ho perduta la mia persona?

Il mio me può essere che io l’abbia lasciato? Che io mi sia dimenticato? Chi è più disgraziato di me? Nessuno mi riconosce più, e tutti mi sbeffeggiano a piacere. Non so più chi sono!

Queste sono alcune delle domande che tormentano sia i protagonisti dell’Anfitrione, scritto da Plauto più di 2000 anni fa, che molti di noi oggi. Il doppio, la costruzione di un’identità fittizia, il furto dell’identità, la perdita dell’identità garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna in una forma nuova, da lui definita tragicommedia, perché gli accadimenti riguardano dei, padroni e schiavi. In essa il sommo Giove, dopo essersi trasformato nelle più svariate forme animali, vegetali, naturali, decide, per la prima volta, di camuffarsi da uomo. Assume le sembianze di Anfitrione, lontano da casa, per potersi accoppiare con sua moglie, la bella Alcmena, e generare con lei il semidio Ercole. Giove-Anfitrione durante la notte d’amore, lunga come tre notti, racconta ad Alcmena, come se li avesse vissuti personalmente, episodi del viaggio di Anfitrione.

 

 

sabato 14 marzo h 21.00

domenica 15 marzo h 18.00

Compagnia La luna nel letto

Associazione Culturale Tra il dire e il fare

L’ABITO NUOVO

di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello

con Marco Manchisi, Nunzia Antonino,

Salvatore Marci, Vittorio Continelli,

Annarita De Michele, Paolo Gubello,

Dante Manchisi, Olga Mascolo,

Antonella Ruggiero, Luigi Tagliente

regia scene e luci Michelangelo Campanale

musiche Giuseppe Verdi

costumi Maria Pascale

Residenza di Ruvo di Puglia – Teatri Abitati

In collaborazione con Sistema Garibaldi

Nel 1935 Eduardo e Pirandello coronarono la collaborazione artistica con L’abito nuovo – uno scenario di Luigi Pirandello dialogato in due atti e tre quadri e concertato da Eduardo De Filippo, che andò in scena nel 1937, al teatro Manzoni di Milano. Il loro progetto nacque intorno all’omonima novella di Pirandello, che Eduardo individuò come adatta ad una trasposizione teatrale. Eduardo restò affascinato dalla figura del protagonista della novella, lo scrivano Michele Crispucci, un personaggio che partendo da un’umile condizione sociale, non accetta l’eredità che la sorte gli predispone, pur di non perdere la sua dignità e la sua onestà. Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra Michelangelo Campanale, che dipinge la scena con una regia visionaria, ispirata alla novella e allo stesso tempo fedele al testo di Eduardo, e Marco Manchisi che ha curato il corpo della recitazione, comparando il dramma del 1935 e la riscrittura che Eduardo effettuò per le riprese RAI del 1965. Testo e regia cuciti sull’affiatato nucleo di attori che da anni costituisce l’anima della compagnia La luna nel letto.

 

 

sabato 28 marzo h 21.00

domenica 29 marzo h 18.00

Fondazione Teatro della Toscana

UNA GUERRA

con Anna Foglietta

testi Michele Santeramo,

regia Michele Riondino

musiche originali Francesco Mariozzi

violista Luigi Gagliano

È la vicenda di una donna che per salvare i suoi due figli dalla guerra del suo Paese decide di fare il viaggio che in molti fanno. Arriva al mare, il Mediterraneo, dove la aspetta l’ultimo pezzo di quel viaggio, insieme ai suoi due figli. Ma nel mare dovrà prendere una decisione che le segnerà la vita. “Nel testo è una madre a parlare; una madre in guerra che nella guerra ha perso il marito, ma non si è fermata. Dalla tragedia ha saputo venir fuori grazie ad una forza straordinaria., in fuga da un paese ridotto in frantumi, con i suoi due bambini alla ricerca di una possibilità in un posto sconosciuto”.

È una storia di malessere, di presa di coscienza di quel malessere, di quella propria personale “peste”, attraverso la quale i personaggi fanno il proprio percorso, convinti che ogni storia possa essere un faro e rappresentare una guarigione. L’intento dell’adattamento drammaturgico di Michele Santeramo è chiaro: restituirci il ritratto del nostro Paese attraverso le voci di chi giunge da altre parti del mondo, alla ricerca di un mondo in cui vivere.

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