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“Bellezza e Libertà” è lo spettacolo dell’Istituto Comprensivo “G. Modugno – G. Galilei” che, martedì scorso, è andato in scena presso il Cinema Vittoria di Monopoli.

Un allestimento travolgente, brillante, emozionante. Sì, perché lo spettacolo “Bellezza e Libertà” dell’Istituto Comprensivo “G. Modugno – G. Galilei” non ha avuto nulla a che vedere con la recita scolastica di fine anno: testi, interpreti, scenografie e costumi sono risultati di livello eccellente «Non è un teatro per ragazzi, è teatro e basta».

Il confronto con i grandi della letteratura mette in moto dei meccanismi mentali che costringono i ragazzi a capire qualcosa di sé e del mondo: i grandi temi li portano a un livello più profondo. Il racconto “Il piccolo Principe” di Antoine de Saint Exupèry che ha ispirato l’allestimento teatrale, ha dentro già tutto l’umano grido che pur provenendo dal passato legge il loro presente.

Più che lo spettacolo in sè, per i ragazzi è importante il percorso che compiono, il paragone con la loro vita. I ragazzi oggi sono talmente disabituati ad una educazione alla bellezza che se qualcuno non gliela insegna non potranno mai pretendere che il mondo sia bello. Insegnare l’arte costa fatica e necessita di tempo per conoscere. Ma nel teatro la bellezza è generata dalle relazioni, da quello che accade alle prove, dal testo, dalla vita che il teatro stesso è.

Il punto è questo: è il gruppo che produce l’evento, non la capacità di un singolo. Tutti devono essere belli perché è solo dalla condivisione che nasce la bellezza e tutti devono dare il massimo. L’emozione è come l’innesco perché questo accada. È lì che il ragazzo si espone, è lui che rischia, è lui che deve vedere il bello. La realtà culturale di oggi è una merendina preconfezionata. I ragazzi sono vivi, possono imparare tutto, senza che noi gli diamo la merendina. Sanno perfettamente riconoscere la bellezza.

Proviamo a riassumere: ci vuole un regalo, un maestro, ci vuole fatica, ci vuole tempo, ci vuole un’amicizia che diventa un modo di amare l’altro, che ti apra il cuore con le sue parole. E poi ci vuole un palcoscenico.

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