La decisione è contenuta in una nota inviata al Sindaco Emilio Romani
«La società ItalBiol ha preso atto delle perplessità espresse dall’Amministrazione Comunale e dalla maggioranza del Consiglio Comunale e ci ha comunicato di sospendere per i prossimi cinque anni il progetto relativo al raddoppio della capacità. Ringrazio la società per aver compreso le perplessità espresse dalla massima assise cittadina, rivedendo i propri piani industriali indipendentemente dall’esito del ricorso intentato dal Comune di Monopoli. È un grande risultato conseguito dal Comune di Monopoli che si era opposto sin dall’inizio all’ipotesi di un ampliamento del complesso industriale nonostante le autorizzazioni governative nel frattempo giunte». Ad affermarlo è il Sindaco di Monopoli Emilio Romani in merito alla comunicazione dell’amministratore unico della società ItalBiol acclarata al protocollo comunale lo scorso 4 aprile.
Nel novembre scorso il Comune di Monopoli, su mandato del Consiglio Comunale, aveva presentato al Tar Puglia il ricorso con istanza di sospensiva contro il Ministero dell’Ambiente, il Ministero del turismo e confronti della Ital Bi Oil srl e della Regione Puglia per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia del Decreto Ministeriale n° 245 del 13 settembre 2016 con il quale era stata sancita la compatibilità ambientale e l’autorizzazione integrata ambientale del progetto di“Aumento della capacità produttiva dell’esistente impianto di produzione di estere metilico da oli vegetali, nuova sezione di distillazione glicerina e nuova sezione di produzione di oli tecnici esterificati nel Comune di Monopoli (Ba)”.
Nella nota inviata al Sindaco di Monopoli, la società comunica “la decisione di non procedere per i prossimi cinque anni al raddoppio della capacità produttiva dell’impianto di produzione di biodesel, a prescindere dall’esito della decisione del Tar Puglia”. Nella nota si precisa che “la ItalBiOil srl si limiterà ad indirizzare gli investimenti verso una più semplice ristrutturazione/ammodernamento tecnologico dell’impianto esistente, lasciando invariata l’attuale capacità produttiva, con relativa diversificazione della materia prima (olio di palma) e del biocarburante finale, secondo le indicazioni delle recenti direttive europee”.

