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PhEST, gigantografie collocate secondo le prescrizioni della Sovrintendenza

L’organizzazione si difende dalle accuse

Ha fatto discutere, la collocazione delle gigantografie sulle mura cinquecentesche di Largo Portavecchia per il PhEST (Festival Internazionale di fotografia) che, ieri, è stato inaugurato all’interno del Castello Carlo V di Monopoli.

In occasione del vernissage, l’organizzazione si difende dalle accuse mosse, inviando alla nostra redazione di “The Monopoli Times” la nota che vi riportiamo qui di seguito:

«Tutte le opere da inserire nelle chiese dovranno essere ancorate su supporti indipendenti e removibili senza forare pareti, pavimenti, per cui su elementi di autosostegno. Similmente per porto vecchio e muraglia. Da evitare fori su muratura a meno di coinvolgimento di stilatura da ripristinare con malte di calce aerea e inerti minerali. Vietato uso di collanti sintetici, cementi resine di cui si conoscono gli effetti sulle murature e risultano non facilmente removibili se non con la perdita del materiale». Così l’arch. Angelamaria Quartulli lo scorso 4 settembre in una mail inviata al Comune di Monopoli in merito alla mostra di fotografie sulle mura antiche nell’ambito di “PhEST”, festa internazionale della fotografia che si svolge a Monopoli dal 15 settembre al 30 ottobre.
Seguendo con estrema minuzia il parere della Soprintendenza, nella giornata di sabato scorso si è provveduto all’allestimento della mostra (temporanea). A conclusione dell’esposizione anche il ripristino avverrà secondo i precetti delle autorità competenti, senza che alcuna traccia venga lasciata.
È essenziale ribadire che si tratta di una vera e propria mostra e non, come altrove (principalmente sui social network) erroneamente indicato, di affissioni pubblicitarie. Probabilmente la società moderna è così invasadalle affissioni da essere poco abituata a mostre all’esterno aperte a tutti.
Uno degli obiettivi di PhEST è proprio questo, avvicinare i cittadini all’arte pubblica portandola fuori, nelle strade, renderla disponibile e immediata per tutti, trasformare la città in un museo a cielo aperto. Già da sabato scorso, dopo l’allestimento della seconda mostra nel Porto Vecchio, una serie di ritratti dei pescatori di Monopoli che PhEST ha realizzato, vedere la grande, spontanea partecipazione del pubblico e le reazioni dei pescatori davanti ai loro ritratti è stato straordinario.
Con lo stesso principio è stato chiesto di poter esporre sulla Muraglia di Porta Vecchia “A Monday in Kabul”. Con l’idea semplice di far diventare quel luogo, che nasce con la necessità di difendersi, di chiudersi, un posto di condivisione in cui riflettere sul presente del Mediterraneo, in cui poter raccontare la quotidianità di luoghi lontani, oltre oltre oltre il mare.