Giacciono lì da ormai due giorni, ma nessuno se ne preoccupa al contrario delle gigantografie del PhEST
Neanche ieri sono stati ritirati i sacchi di alghe (portate dalle ultime mareggiate) che, da martedì, giacciono sull’arenile di Cala Portavecchia.
Seppur debba essere espletato sino al 1° novembre prossimo soltanto per le tre calette libere (Cala Portavecchia, Porto Bianco e Cala Portorosso) che si trovano in centro e perciò più facilmente raggiungibili, il servizio di pulizia delle spiagge fa acqua da tutte le parti.
Il disagio arrecato a cittadini e turisti è passato tuttavia inosservato, al contrario del putiferio scatenato dalla collocazione delle gigantografie del PhEST (il Festival Internazionale di fotografia che Monopoli si accinge ad ospitare sino al 30 ottobre 2016) sulle mura cinquecentesche a ridosso di quella che viene conosciuta come la “prima spiaggia” di Monopoli. Nei giorni scorsi, infatti, sterili polemiche si sono rincorse sull’argomento: attraverso i social si è gridato allo scandalo per i fori praticati per inserire le fischer; nessuno si è invece preoccupato del dilagante fenomeno dell’abusivismo o del decadimento di diversi monumenti tra cui del bassorilievo del naufragio dell’Heleanna e di alcuni luoghi di culto e di interesse della città, come ad esempio del Castello Carlo V, delimitato sul lato che si affaccia sul Molo Regina Margherita per salvaguardare l’incolumità pubblica dalla caduta dei calcinacci.

