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FOTO – Il primo workshop sul co-housing di “We4Share”

Dove e in quali modalità è possibile trovare un “nuovo modo di abitare assieme”?

Tutto ruota intorno al concetto di condivisione.

Strettamente connesso alle conseguenze prodotte dalla crisi economica, il co-housing rappresenta la sfida del futuro: almeno in Italia, significa tornare indietro nel tempo, a quando i nostri avi concepivano l’idea di vivere in una grande famiglia numerosa con poche risorse economiche, ma nella ricchezza dei valori.

Recuperare il contatto umano e l’importanza di intrattenere relazioni interpersonali e di socializzare è proprio alla base di questo “nuovo modo di abitare assieme”, su cui l’associazione “We4Share” intende aprire il confronto e pensare di immaginare una svolta in società, un cambio di mentalità.

Ieri pomeriggio, infatti, il primo workshop sull’argomento è organizzato e diretto dall’ ing. Caterina Pirani (Vice-Presidente dell’Associazione “We4Share” e responsabile del progetto), dall’ing. Arch. Agnese Pirani (segretario dell’Associazione “We4Share” e responsabile del progetto) e dall’ing. Luca Palmirotta (Presidente dell’Associazione “We4Share”) all’interno della Biblioteca dei Ragazzi di Piazza Garibaldi, che ha rappresentato un primo approccio alla sensibilizzazione sul tema partendo dal basso, da coloro che possono dare finalmente un volto al vicino sconosciuto; quei gruppi di persone/famiglie che sognano e cercano di realizzare una casa che risponda alle proprie esigenze abitative ma che permetta anche di costruire un ambiente nel quale vivere in armonia con il territorio circostante e con i propri vicini.

Il Co-Housing più che un’astratta teoria è “un vestito su misura”, una pratica che si confronta sempre con la realtà. L’esperienza del Co-Housing coinvolge molti aspetti: economici, tecnici, emotivi, personali e relazionali ed è giocata principalmente sull’esplicitazione del proprio senso di benessere e stile di vita aspirando a soddisfare le necessità di socialità, condivisione, mutuo scambio e aiuto. Coppie giovani con o senza bambini, single con o senza figli, anziani, immigrati, persone diversamente abili, famiglie numerose sono solo alcune delle categorie che esprimono un diffuso bisogno di socialità e quindi maggiormente predisposti al vivere condiviso.

Di che cosa ho bisogno? Che cosa posso e che cosa voglio condividere? Che cosa posso dare e che cosa posso ricevere dai miei vicini? Qual è il limite oltre il quale la mia privacy risulta minacciata? Su che cosa è importante accordarsi?

Queste sono alcune delle domande che affiorano sicuramente nella mente di un co-houser e in questa prima opera di divulgazione l’associazione We4Share cerca di rispondere a questi quesiti provando a fare chiarezza attraverso un approccio partecipativo ed interattivo, attraverso le opinioni di coloro i quali hanno inteso partecipare – così numerosi – a questo primo momento di confronto.

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