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Monopoli dice no al campo boe per navi cisterna: il Consiglio vota (quasi) all’unanimità, ma il PD attacca: «Un anno di silenzi e retromarce»

L’assemblea civica approva la delibera di contrarietà al progetto del Gruppo Marseglia e chiede lo stop al MASE. L’opposizione dem: «La maggioranza si è mossa solo per la pressione della piazza, adesso servono i fatti»

Una partecipazione cittadina massiccia e appassionata ha fatto da cornice a una seduta storica per il futuro della costa monopolitana. Il Consiglio comunale si è serrato a ranghi compatti per dire un “no” forte e chiaro al progetto del nuovo campo boe per navi cisterna. Con 23 voti favorevoli e appena 2 astensioni, l’assemblea cittadina ha approvato una delibera di netta contrarietà all’opera proposta da Magazzini Generali Italiani S.r.l. (Gruppo Marseglia), che prevede l’installazione di infrastrutture per biocarburanti e oli vegetali con sealine e pipeline interrate collegate al deposito costiero nella zona industriale.
Il provvedimento segna una presa di posizione istituzionale particolarmente forte e trasversale, mirata a bloccare sul nascere un intervento ritenuto incompatibile con il futuro del territorio. Tuttavia, se l’esito del voto registra l’unanimità sostanziale dell’aula, la scena politica si accende per le polemiche sollevate dall’opposizione, in particolare dal Partito Democratico.

Le motivazioni: tutela ambientale e vocazione turistica

Al centro della discussione vi è il profondo attrito tra il progetto e gli indirizzi strategici di sviluppo sostenibile delineati nel Documento Unico di Programmazione. Secondo il Consiglio, l’opera cozza violentemente con la vocazione turistico-culturale, paesaggistica e ambientale di Monopoli, mettendo a rischio la salvaguardia del litorale, dell’ecosistema marino e delle economie locali legate all’agricoltura e alla pesca.
L’obiettivo dell’amministrazione è chiaro: chiedere formalmente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) di chiudere il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) statale con un giudizio di non compatibilità ambientale.

Le contromosse del Comune: dalla Conferenza dei Servizi alla via giudiziaria

La delibera traccia una strategia giuridica e amministrativa articolata:
  • Opposizione a oltranza: se il procedimento di VIA dovesse concludersi favorevolmente per la società, il sindaco e la giunta hanno già il mandato di attivare ogni iniziativa legale a tutela dell’Ente e della collettività, comprese le sedi giudiziarie.
  • Stop alle deroghe: fissato un indirizzo vincolante per negare qualsiasi richiesta di deroga al Regolamento comunale sulle concessioni di suolo pubblico.
  • Fronte regionale: il documento sarà trasmesso anche alla Regione Puglia, alla quale viene chiesto esplicitamente di non concedere l’Intesa necessaria per il perfezionamento del procedimento autorizzativo unico.
  • Partecipazione attiva: il sindaco richiederà formalmente al MASE la convocazione e la presenza del Comune alla Conferenza di Servizi, dove l’Ente esprimerà un dissenso motivato e formale, contestando inoltre i presupposti per un’eventuale Valutazione di Incidenza (VIncA) in deroga.

La voce dell’Amministrazione

«Questa deliberazione è il risultato della collaborazione di tutti i consiglieri comunali nella commissione consiliare e credo che questa sia una cosa positiva per la città», ha dichiarato il sindaco Angelo Annese. «Su una questione così importante abbiamo avuto la capacità di confrontarci nel merito, studiando gli atti e valutando con attenzione il progetto. La posizione che è stata assunta non è dettata dalla pancia, ma dalla valutazione di atti e fatti».
Il primo cittadino ha poi ribadito la determinazione dell’ente locale: «La responsabilità che ci assumiamo non è quella di attribuirci poteri che non abbiamo, ma di utilizzare gli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione del Comune per tutelare il territorio che amministriamo. Monopoli può far sentire la propria voce. E oggi quella voce entra formalmente nel procedimento».

La stoccata del Partito Democratico: «Un no arrivato dopo un anno di silenzi e retromarce»

Se il voto finale ha visto il PD convergere favorevolmente sul provvedimento in nome della responsabilità istituzionale, i dem non risparmiano critiche roventi alla maggioranza, accusata di essere arrivata a questa presa di posizione con un ritardo colpevole.
«Ho votato favorevolmente perché considero importante che il Consiglio comunale formalizzi finalmente una posizione politica chiara di contrarietà al progetto – dichiara la consigliera Silvia Contento– ma questo voto non significa considerare sufficiente la delibera né conclusa la nostra iniziativa. Il suo valore sarà misurato da ciò che l’Amministrazione farà da oggi in avanti».
Dal canto suo, il segretario cittadino del PD, Michele Suma, parla apertamente di un vero e proprio “attacco di panico” da parte della giunta: «La maggioranza si è accorta che la città non era dalla sua parte. Dopo mesi in cui il tema è stato sostanzialmente ignorato, è arrivata la corsa al riparo e il cambio di posizione sull’onda della protesta popolare. Bene che oggi dicano no, ma governare significa assumersi le proprie responsabilità prima che siano i cittadini a costringerti a farlo», ricordando anche l’interrogazione parlamentare presentata sul tema dal deputato dem Marco Lacarra.
Il dibattito politico resta dunque caldissimo: la delibera approvata segna un fronte comune formale, ma la tenuta di questa unità e la concretezza delle future azioni dell’amministrazione saranno attentamente monitorate passo dopo passo.