Vai al contenuto

Monopoli, la memoria si fa futuro: gli studenti a lezione di legalità con la testimonianza dei genitori di Michele Fazio

La toccante testimonianza di Pinuccio e Lella Fazio e il monito del Procuratore DDA Giannella: «La legalità è una scelta quotidiana, non basta solo la repressione»

 

Ci sono silenzi che fanno più rumore di mille parole. È quello che è calato tra i banchi della Biblioteca Civica “Prospero Rendella” di Monopoli nella mattinata di giovedì 28 maggio 2026. Centinaia di occhi lucidi, quelli degli studenti dell’I.I.S.S. “Luigi Russo”, hanno incrociato lo sguardo dignitoso e instancabile di Pinuccio e Lella Fazio.

L’incontro, dal titolo emblematico “Giovani e Legalità – Ricordare oggi, praticare sempre”, non è stato una semplice celebrazione istituzionale, ma un potente momento di confronto, ascolto e responsabilità condivisa, volto a trasformare la memoria delle vittime innocenti delle mafie in un esercizio quotidiano di cittadinanza attiva.

L’iniziativa è stata promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità del Comune di Monopoli, guidato dall’Assessora Antonella Fiume, in stretta sinergia con la sezione “Antonio Dinielli” dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato (A.N.P.S.) e l’istituto scolastico “Luigi Russo”.

Il dolore che si fa coraggio: la testimonianza dei coniugi Fazio

Il cuore pulsante ed emotivo della mattinata è stato il racconto di Pinuccio e Lella Fazio, genitori di Michele, il ragazzo di soli 16 anni ucciso per errore a Bari Vecchia durante un conflitto a fuoco tra clan rivali. A un quarto di secolo da quella tragica notte del 12 luglio 2001, la ferita di questa madre e di questo padre è ancora aperta, ma la loro voce non trema quando si tratta di parlare ai ragazzi.

La loro testimonianza ha dimostrato come sia possibile trasformare un dolore immane e privato in un indefesso impegno civile. Ai giovani presenti, i coniugi Fazio hanno lanciato un messaggio chiaro:

“La legalità non è un concetto astratto o un eroismo isolato, ma una scelta quotidiana fatta di piccoli gesti, responsabilità, coraggio e, sopra ogni cosa, rispetto per il valore della vita.”

Oltre la repressione: il ruolo della cultura e delle istituzioni

Ad arricchire il dibattito sotto il profilo giuridico e sociale è stato il prezioso intervento del dott. Francesco Giannella, Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Bari. Il magistrato ha tracciato una linea netta tra l’azione penale e il cambiamento culturale:

  • Non solo manette: La lotta alle mafie e la cultura della legalità non possono essere delegate esclusivamente alla repressione giudiziaria e alle forze di polizia.

  • Prevenzione ed educazione: Il vero argine alla criminalità si costruisce attraverso il senso civico, lo studio e la presenza costante delle istituzioni al fianco dei cittadini.

  • Il valore del dialogo: Giannella ha rimarcato l’importanza di ascoltare i giovani, offrendo loro spazi di confronto per intercettare il disagio e prevenire situazioni a rischio prima che sia troppo tardi.

Una rete sinergica sul territorio

L’evento, moderato con sensibilità dal giornalista Francesco Pepe, ha visto la partecipazione corale delle massime autorità civili e militari del territorio, a dimostrazione di una comunità che fa quadrato attorno alle nuove generazioni.

Tra gli interventi che hanno scandito la mattinata si segnalano quelli del Sindaco di Monopoli, Angelo Annese, e dell’Assessora Antonella Fiume, che hanno ribadito l’impegno dell’Amministrazione nel sostenere percorsi di crescita sani. Significativi anche i contributi tecnici e sociali del dott. Saverio Petroni (Dirigente Polizia Locale e Protezione Civile) e della dott.ssa Aurelia Longo (E.Q. Servizi Sociali).

Il mondo associazionistico e l’apparato di sicurezza dello Stato sono stati rappresentati dal dott. Antonio Bucci (Presidente ANPS Monopoli) e dal Vice Questore dott. Edoardo Menghi, affiancati dai rappresentanti delle Forze dell’Ordine locali.

Il graffio della memoria

L’incontro della “Rendella” lascia una certezza: quando la memoria incontra l’educazione, si generano cittadini consapevoli. I ragazzi del “Luigi Russo” sono usciti dalla biblioteca non solo con un bagaglio di commozione, ma con una responsabilità in più. Quella di ricordare, certo, ma soprattutto di praticare la legalità. Ogni giorno.