Il restauro dell’abito settecentesco e l’apertura del mese mariano nelle case del centro storico segnano una celebrazione all’insegna della comunità
Ci sono tradizioni che il vento non può portar via, ma solo spostare di qualche metro, proteggendole tra mura amiche. Così è stato per la solenne celebrazione del 1° Maggio in onore di San Giuseppe Lavoratore a Monopoli. A causa delle forti raffiche di vento, la Santa Messa Vespertina, inizialmente prevista nell’incantevole cornice di Piazza Palmieri, ha trovato rifugio nella navata della Chiesa di Santa Teresa, trasformando un imprevisto in un momento di intima e profonda coesione per l’intera Unità Pastorale del Centro Storico.
Un abito che attraversa i secoli
Il fulcro visivo ed emotivo della giornata è stato il simulacro del Santo. Quest’anno, la sacra effigie splendeva di una luce nuova grazie al meticoloso restauro dell’abito settecentesco, presentato ufficialmente dalla Confraternita di San Giuseppe. Un’opera d’arte del 1700 restituita al suo antico splendore che testimonia il legame indissolubile tra la comunità e la propria storia materiale e spirituale.
Durante la benedizione finale, il parroco Don Gaetano Loro Luca ha rivolto un sentito ringraziamento alla Confraternita per l’impegno profuso nel recupero di questo pezzo di storia monopolitana, sottolineando come la cura per il “vestito” del Santo rispecchi la cura che la comunità deve avere per le proprie radici.
Dalla festa al Mese Mariano: la fede entra nelle case
La celebrazione di ieri non è stata solo un omaggio al “Patrono dei lavoratori”, ma ha segnato anche l’inizio solenne del Mese Mariano. In un gesto di grande valore simbolico, Don Gaetano ha affidato un’icona della Madonna della Madia ad Andrea e Palmina, una coppia di residenti. Sarà proprio la loro abitazione in via Camillo Querno a ospitare la recita quotidiana del Santo Rosario, portando la preghiera direttamente nel tessuto urbano e domestico del centro storico.
Inoltre, è stato annunciato che ogni giovedì di maggio la Santa Messa verrà celebrata in Chiasso Cafaro, un altro angolo suggestivo tra le mura bianche della città, a conferma di una Chiesa che vuole essere “di prossimità”, uscendo dalle proprie mura per incontrare i fedeli nei luoghi del vissuto quotidiano.
Musica e Comunità
Nonostante il cambio di location, non sono mancate le note dell’Associazione Banda Musicale “Vito Semeraro” di Castellana Grotte, che ha allietato il pomeriggio, e l’animazione liturgica della Schola Cantorum “Maria SS. della Madia”. Una festa che, tra pane benedetto e preghiere, ha ribadito l’identità di una Monopoli che sa adattarsi agli elementi della natura senza mai perdere la bussola della propria devozione.

