I presidi dei lavoratori ex Ilva e i blocchi degli autotrasportatori fermano i camion cisterna a Taranto. Caccia a benzina e diesel in tutta la regione: lunghe code nelle stazioni di servizio e prime pompe di benzina chiuse
Una reazione a catena che parte da Taranto e paralizza l’intera rete di distribuzione carburanti della Puglia. In queste ore la regione si trova ad affrontare una severa emergenza approvvigionamenti a causa delle prolungate proteste che stanno bloccando i nodi stradali e logistici strategici del territorio. Tra i fattori scatenanti, il presidio dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto che hanno occupato gli accessi alle statali 100 e 106, bloccando di fatto il passaggio dei mezzi pesanti all’uscita della raffineria Eni.
Un blocco che impedisce ai camion cisterna di rifornire i distributori non solo del Tarantino, ma di tutta la rete regionale. A questa situazione si sommano i fermi e i blocchi stradali attuati in diverse province da autotrasportatori e agricoltori, provati da un prezzo del gasolio salito ben oltre i 2,20 euro al litro e dai rincari vertiginosi dei costi operativi.
Corsa alle pompe e prime chiusure a Monopoli già da ieri pomeriggio
I riflessi della paralisi si sono avvertiti con particolare immediatezza nel nostro territorio. A Monopoli, già dal pomeriggio di ieri, si sono registrate lunghissime code di automobili in attesa davanti ai principali impianti di rifornimento cittadini e lungo la statale 16. La “psicosi da pieno”, scattata ai primi segnali di blocco dei trasporti, ha provocato forti rallentamenti alla circolazione urbana.
A causa delle erogazioni record registrate nelle ultime ventiquattr’ore, molte stazioni di servizio monopolitane hanno esaurito in anticipo le scorte interrate, arrivando a esporre i primi cartelli di carburante esaurito e a sbarrare gli accessi già tra il tardo pomeriggio e la serata di ieri. Gli impianti rimasti ancora attivi registrano giacenze al minimo, in attesa di capire se e quando arriveranno i prossimi rifornimenti.
Istituzioni e categorie al lavoro per sbloccare la situazione
La preoccupazione cresce anche sul fronte dei servizi essenziali, dei trasporti pubblici e dei mezzi da lavoro agricoli e commerciali, per i quali il prolungarsi dei blocchi rischia di compromettere le attività quotidiane.
Mentre sul piano regionale proseguono le interruzioni e i tavoli istituzionali con la presidenza della Regione Puglia per cercare una mediazione con i manifestanti e i sindacati, la popolazione locale attende di capire se nelle prossime ore si riuscirà a garantire almeno una quota minima di rifornimento per sbloccare i distributori cittadini.

