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L’eco del tamburo sul mare: la cupa leggenda della “Dama col Tamburo” che avvolge il Castello Carlo V di Monopoli

 

Sotto l’imponenza delle sue mura rinascimentali e l’abbraccio suggestivo dell’Adriatico, il Castello Carlo V di Monopoli custodisce una delle storie più affascinanti e inquietanti della tradizione locale. Una vicenda che affonda le radici nei secoli scorsi, intrecciando dolore, mistero e apparizioni che ancora oggi mettono i brividi a chi si trova a passeggiare lungo la costa dopo il tramonto.

Il ritmo dell’angoscia: il richiamo dal castello

La leggenda narra di una dama che risiederebbe tuttora nei vani del castello adiacenti alla Sala delle Armi. Nelle notti in cui il vento soffia forte dal mare, tra i corridoi e le pietre antiche della fortezza risuonerebbe un suono ritmico, sordo e ben udibile: il battito di un tamburo.

Non si tratta di una musica di festa, ma del lamento disperato di una sposa. La donna percuoterebbe la pelle dello strumento nell’illusione di guidare il rientro del marito, un pescatore uscito in mare e mai più tornato. La tragedia si svolse proprio sotto i suoi occhi, quando l’imbarcazione dell’uomo venne spietatamente risucchiata da un vortice marino, inghiottendolo per sempre tra le onde. Da quel giorno, il tempo per la dama si è fermato a quell’ultimo battito.

Tra apparizioni, moralità e timori d’infanzia

Le testimonianze popolari, tramandate di generazione in generazione, non si fermano al solo suono del tamburo. C’è chi sostiene di aver visto una figura eterea affacciarsi al piccolo balcone del castello rivolto al mare, con lo sguardo fisso sull’orizzonte alla ricerca di quella vela scomparsa.

Altre voci tradizionali attribuiscono alla presenza spettrale un’indole più severa: il fantasma della dama si manifesterebbe per spaventare le coppiette che cercano intimità lungo la passeggiata retrostante il castello, spinta dal desiderio di preservare la virtù e la verginità femminile.

Al di là del mito, esiste però un’interpretazione decisamente più pragmatica e legata alla saggezza popolare: il racconto del fantasma e del suo tamburo era forse un astuto espediente inventato dagli anziani del paese per tenere lontani i bambini. L’affaccio sul mare dietro la fortezza, a picco sull’acqua e del tutto privo di protezioni, rappresentava un grave pericolo per i più piccoli; terrorizzarli con la storia della dama era il modo più efficace per evitare che scartassero la sorveglianza per andare a giocare in quel punto insidioso.

Un patrimonio da scoprire

Che si tratti di un lamento d’amore, di un monito morale o di un racconto educativo nato per proteggere i più piccoli, la storia della Dama del Tamburo rappresenta un tassello prezioso del patrimonio immateriale di Monopoli, capace di legare l’architettura storica della città alla memoria collettiva.

Per chi desidera approfondire la storia del Castello Carlo V, scoprire i dettagli architettonici della fortezza e percorrere dal vivo i luoghi legati alle leggende cittadine, l’Associazione turistico-culturale e di promozione sociale “To Monopoli” organizza regolarmente visite guidate ed esperienze dedicate alla scoperta della città e dei suoi dintorni.

Tutte le informazioni sugli itinerari e le prenotazioni sono disponibili sul sito ufficiale: www.tomonopoli.com.