Eseguita un’ulteriore ordinanza del GIP su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Sventata la rete logistica del gruppo: dai furti di autobus a Ostuni usati come barricate all’assalto sulla Statale 96
Un nuovo e incisivo colpo alla struttura logistica ed operativa dell’organizzazione criminale cerignolana, specializzata negli assalti paramilitari ai furgoni blindati portavalori, è stato messo a segno nella mattinata odierna dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari, con il supporto dei comandi territorialmente competenti nelle province di Bari e Foggia.
I militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), nei confronti di sei persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, furto aggravato, ricettazione e porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo.
L’Integrazione dell’inchiesta e l’interrogatorio preventivo
Il provvedimento giunge all’esito dell’interrogatorio preventivo degli indagati e rappresenta il naturale sviluppo e completamento di una più ampia ed articolata attività investigativa. Il filone d’inchiesta principale aveva già portato, lo scorso 10 luglio, all’esecuzione di sette provvedimenti cautelari nei confronti di altri presunti componenti del medesimo sodalizio. In quel contesto, la magistratura aveva riconosciuto la sussistenza del metodo mafioso, applicato sia in virtù dell’identità dei soggetti coinvolti sia per le concrete e violente modalità di esecuzione dei reati.
Gli odierni indagati sono considerati dagli investigatori elementi chiave nella rete logistica e preparatoria del gruppo con base operativa a Cerignola: una struttura capace di procurarsi un ingente arsenale composto da armi da guerra, esplosivi e veicoli ad alte prestazioni, indispensabili per compiere azioni di natura paramilitare lungo le principali arterie stradali della regione.
Dal furto degli autobus al blitz di Toritto
Le indagini condotte dalla DDA di Bari e dall’Arma dei Carabinieri hanno consentito di far luce su episodi chiave della strategia operativa della banda. Tra questi spicca l’assalto armato compiuto il 6 novembre 2024 lungo la Statale 96, nei pressi di Toritto, ma anche il clamoroso furto di quattro autobus di linea avvenuto ad Ostuni (Brindisi) il 15 aprile 2025.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il furto dei mezzi di trasporto pubblico non era un’azione fine a se stessa, bensì una fase preparatoria strategica: gli autobus di grandi dimensioni vengono infatti impiegati dai commando per sbarrare le corsie stradali, bloccare il traffico e impedire l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine durante le fasi salienti dell’assalto ai blindati.
Le condotte contestate agli indagati riguardano il furto e il sistematico occultamento di vetture di grossa cilindrata, il furto degli autobus nel brindisino e il trasporto in luogo pubblico di armi da fuoco, tenute nascoste all’interno dei veicoli nella disponibilità dell’organizzazione.
La ripartizione delle misure cautelari
Il GIP del Tribunale di Bari ha disposto un quadro differenziato di misure cautelari personali:
- Custodia cautelare in carcere per due indagati;
- Arresti domiciliari per un terzo soggetto;
- Obbligo di dimora per un quarto indagato;
- Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per i rimanenti due.
Nota di garanzia sulla presunzione di innocenza
Si ricorda che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e che la misura cautelare applicata si fonda su un giudizio di mera probabilità (gravi indizi di colpevolezza). Gli elementi d’accusa hanno natura provvisoria e dovranno essere sottoposti al vaglio dibattimentale nel pieno contraddittorio tra le parti. Gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino all’eventuale emissione di una sentenza di condanna irrevocabile, come sancito dall’art. 27 della Costituzione e dalle vigenti disposizioni di legge in materia (D.Lgs. 188/2021).

