Grazie alla donazione dell’associazione “La Doppia Elica”, la Breast Unit della ASL Bari si arricchisce di una tecnologia diagnostica di secondo livello d’avanguardia. Diagnosi più accurate, tollerabili e rapide
Una nuova e cruciale arma diagnostica entra ufficialmente a far parte della rete senologica del territorio barese. L’Ospedale di Molfetta compie un importante balzo in avanti nel contrasto alle patologie oncologiche femminili grazie all’introduzione del sistema CEM (Contrast Enhanced Mammography), completo di iniettore per il mezzo di contrasto. Lo strumento d’avanguardia è stato donato dall’associazione “La Doppia Elica”, realtà che dal 2017 è in prima linea in Puglia per la sensibilizzazione, il supporto e la promozione della prevenzione precoce.
La presentazione ufficiale della nuova dotazione si è tenuta questa mattina nei locali dell’ospedale molfettese. L’evento ha visto la partecipazione attiva delle principali figure istituzionali e sanitarie del territorio, a testimonianza dell’importanza strategica dell’acquisizione. Tra i presenti, la direttrice sanitaria della ASL Bari, Rosella Squicciarini, la Direzione Medica di Presidio, lo staff medico e infermieristico della Radiologia, e Angela Vestito, responsabile della UOSVD di Radiodiagnostica Senologica dell’Ospedale San Paolo di Bari, punto di riferimento per la specialistica senologica della ASL. Al tavolo dei relatori è intervenuto anche il primo cittadino di Molfetta, Manuel Minervini, che ha espresso il plauso dell’amministrazione locale per un traguardo che eleva lo standard assistenziale cittadino.
Che cos’è la tecnologia CEM e come rivoluziona la diagnosi
La Mammografia con Mezzo di Contrasto (CEM) rappresenta una metodica d’esame avanzata di secondo livello. Attraverso l’iniezione endovenosa di un mezzo di contrasto iodato, la CEM consente di visualizzare con altissima precisione il comportamento vascolare della mammella. Le neoplasie, per svilupparsi, stimolano la creazione di nuovi vasi sanguigni (processo noto come neoangiogenesi): il mezzo di contrasto tende ad accumularsi proprio in queste aree ad aumentata vascolarizzazione, rendendo visibili e chiaramente identificabili lesioni che all’esame mammografico tradizionale o ecografico potrebbero risultare invisibili o di dubbia interpretazione.
Oltre all’elevatissima accuratezza clinica, sovrapponibile in molti casi a quella della Risonanza Magnetica (RM) mammaria, la CEM offre straordinari vantaggi pratici:
Tempi di esecuzione estremamente rapidi: l’esame si completa in pochi minuti.
Superiore tollerabilità per le pazienti: ideale in particolare per coloro che soffrono di claustrofobia o che presentano controindicazioni cliniche all’esecuzione di una RM (come la presenza di pacemaker o impianti metallici incompatibili).
Semplificazione logistica: un percorso di cura nettamente più snello e accessibile all’interno del presidio ospedaliero.
«Questa donazione rappresenta un investimento concreto nella salute delle donne e conferma quanto la virtuosa sinergia tra sanità pubblica e associazionismo sia in grado di generare valore reale per l’intera comunità. L’ospedale di Molfetta continua a crescere, rafforzando in modo mirato la propria dotazione e i servizi alla prevenzione. L’avvio dell’attività sarà supportato da un percorso formativo del personale grazie all’eccellenza dell’équipe del San Paolo, assicurando da subito standard di massima sicurezza».
— Rosella Squicciarini, Direttrice Sanitaria ASL Bari
Integrazione clinica e percorsi personalizzati
L’introduzione della metodica CEM a Molfetta non rappresenta un intervento isolato, ma si inserisce in un quadro organico di potenziamento strutturale della rete senologica metropolitana. L’esame non è inteso come screening di massa, bensì come accertamento mirato e personalizzato, la cui prescrizione risponde a specifici protocolli clinici definiti dall’équipe multidisciplinare della Breast Unit della ASL Bari.
Come precisato dagli esperti, la CEM trova indicazione elettiva:
Nei casi di discrepanza o dubbio interpretativo tra mammografia tradizionale ed ecografia.
Nella stadiazione pre-operatoria del tumore mammario, per valutarne l’esatta estensione monolaterale o bilaterale.
Nel monitoraggio delle terapie oncologiche neoadiuvanti (le cure chemioterapiche effettuate prima dell’intervento chirurgico).
Nello studio di seni particolarmente densi in pazienti con elevato rischio clinico familiare o genetico.
«Incrementare la disponibilità di questa metodica nella rete aziendale significa offrire a sempre più pazienti un’indagine avanzata, rapida e tollerabile nei casi in cui è clinicamente indicata. La nuova dotazione permetterà un importante incremento prestazionale, mantenendo sempre la centralità dello specialista e del team multidisciplinare della Breast Unit nel disegnare il percorso diagnostico-terapeutico ideale per ogni singola donna».
— Dr.ssa Angela Vestito, Responsabile UOSVD Radiodiagnostica Senologica Osp. San Paolo
Focus: La rete senologica ASL Bari
La Breast Unit della ASL Bari è una struttura complessa e integrata che garantisce alle donne un percorso di cura completo, dallo screening di primo livello fino alla riabilitazione psicofisica post-operatoria. Con l’attivazione della CEM a Molfetta, il presidio si affianca ufficialmente ai due centri hub di secondo livello già attivi e dotati di analoga tecnologia contrastografica: l’Ospedale San Paolo e l’Ospedale Di Venere. Questa capillarizzazione riduce sensibilmente i tempi di attesa e favorisce la prossimità delle cure per l’intera area provinciale.
La forza del terzo settore: l’impegno di “La Doppia Elica”
Dietro questo importante successo tecnologico e sociale c’è il cuore pulsante del volontariato locale. L’acquisto e la donazione del sistema di iniezione e del modulo software per la CEM sono stati resi possibili grazie alle infaticabili iniziative di raccolta fondi promosse dall’associazione “La Doppia Elica”. Dal 2017, la onlus lavora quotidianamente per infrangere il muro del timore, informare e promuovere la cultura della diagnosi precoce, l’unica reale alleata in grado di salvare vite umane prima dell’insorgere dei sintomi clinici.
La presidente del sodalizio, Angela Ingrosso, ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a quanti hanno creduto nel progetto:
«Siamo profondamente orgogliosi di consegnare questo sistema e il relativo iniettore al reparto di Senologia. Questo è il frutto maturo dell’impegno corale di cittadini, volontari e sostenitori che credono fermamente nell’importanza della prevenzione. Il nostro auspicio più grande è che questo strumento possa alleviare il percorso diagnostico di tante donne, offrendo risposte rapide, chiare e prive di incertezze proprio nel momento del bisogno».
Con questo nuovo tassello tecnologico, la sanità del barese compie un ulteriore progresso verso un modello assistenziale personalizzato, moderno e vicino alle esigenze delle pazienti, dimostrando come l’alleanza tra competenze medico-scientifiche e sussidiarietà sociale rappresenti la chiave di volta per una medicina pubblica d’eccellenza.

