Vai al contenuto

Sicurezza stradale, da Monopoli arriva l’affondo del Comandante Petroni: “Basta burocrazia sugli autovelox, serve il modello Nord Europa per fermare le stragi”

 

Il dibattito nazionale sul neonato “Decreto Velox” e sulla disciplina delle sanzioni da remoto per eccesso di velocità (regolate dall’Articolo 142 del Codice della Strada) continua ad accendere gli animi degli addetti ai lavori. Tra le voci più autorevoli e pragmatiche che si sono levate nelle ultime ore c’è quella del dott. Saverio Petroni, Comandante della Polizia Locale di Monopoli.

​Con una riflessione netta e priva di filtri, il Comandante ha spostato i riflettori dalle stanze dei bottoni e dai tecnicismi giuridici alla cruda realtà dell’asfalto, invocando una rivoluzione culturale prima ancora che legislativa.

​Oltre il contenzioso: il nodo delle omologazioni

​Mentre l’attenzione pubblica e mediatica si concentra sui cavilli normativi, sul rischio di valanghe di ricorsi e sulla ventilata “sanatoria” per i dispositivi che potranno vantare un’omologazione cartolare piuttosto che quella da “banco”, Petroni invita a non perdere di vista il vero obiettivo della norma: la salvaguardia della vita umana.

​”Anziché concentrarci sul contenzioso che produrrà la sanatoria per tutti i modelli,” spiega il Comandante, “dovremmo, al fine di abbattere il numero dei morti sulle nostre strade, rifarci al principio dell’accountability dei paesi del Nord Europa.”

​La ricetta del Nord Europa: auto-responsabilizzazione e controlli a sorpresa

​Il focus, secondo la visione del capo della Polizia Locale monopolitana, deve basarsi su tre pilastri fondamentali che ribaltano l’attuale approccio italiano, spesso percepito dai cittadini più come uno strumento “per fare cassa” che come un reale deterrente:

  • ​Auto-responsabilizzazione: Ogni conducente deve essere consapevole del mezzo che guida e dei rischi correlati, senza fare affidamento sulla presenza o meno di un “avviso” radar per decelerare temporaneamente.
  • ​Controlli a sorpresa senza preavviso: Per essere davvero efficaci, le verifiche della velocità non dovrebbero essere preannunciate da chilometri di cartelli stradali che ne vanificano l’effetto preventivo sul lungo periodo.
  • ​Solo segnaletica verticale sui limiti vigenti: La strada dovrebbe essere chiara, indicando in modo tassativo la velocità massima consentita, lasciando alle forze dell’ordine la libertà di monitorarne il rispetto in qualsiasi momento.

​L’obiettivo di questa strategia è chiaro e senza sconti: impedire stragi e omicidi stradali.

​Un grido d’allarme umano: “Stanchi di dare la notizia peggiore ai genitori”

​Dietro la divisa e l’analisi tecnica, emerge l’aspetto più drammatico e umano del lavoro delle forze dell’ordine. Il Comandante Petroni conclude il suo intervento con parole toccanti, che descrivono il peso emotivo che gli agenti portano sulle spalle, specialmente nei momenti più bui della settimana:

​”Siamo stanchi, soprattutto nei turni di lavoro notturno e festivi, di annunciare ai genitori la morte dei figli coinvolti in sinistri stradali.”

​Una dichiarazione forte che fotografa una realtà quotidiana fatta di strazio e lamiere, e che punta a scuotere le coscienze degli automobilisti affinché il rispetto dei limiti non sia visto come un obbligo burocratico da aggirare, ma come un patto sociale per la vita.