L’aggressione dopo un lieve sinistro: l’indagato avrebbe preteso risarcimenti illegittimi per poi esplodere due colpi di pistola contro le vittime.
Un banale incidente stradale trasformatosi prima in un tentativo di estorsione e poi in una vera e propria aggressione a colpi di arma da fuoco. Con queste pesanti accuse, nella mattinata del 27 aprile 2026, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi hanno tratto in arresto un 30enne brindisino, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale locale.
I fatti risalgono allo scorso 6 aprile. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’indagato, alla guida di un motociclo nonostante la patente revocata, sarebbe rimasto coinvolto in un lieve incidente con un’auto su cui viaggiavano due giovani. Nonostante l’assenza di feriti, il 30enne avrebbe reagito con immediata violenza, pretendendo il risarcimento istantaneo dei danni o, in alternativa, la firma di una constatazione amichevole (C.A.I.) contenente dati falsi, probabilmente per evitare controlli sulla sua posizione stradale.
L’escalation di violenza ha raggiunto il picco il giorno successivo. Durante un incontro chiarificatore nei pressi di una chiesa, al rifiuto delle vittime di cedere alle sue pretese, l’uomo sarebbe passato dalle minacce ai fatti. Dopo essersi allontanato per recuperare un’arma, avrebbe affiancato l’auto dei due giovani esplodendo due colpi di pistola. I proiettili hanno centrato lo sportello del conducente e la targa anteriore del veicolo, in un pericoloso tentativo di sbarrare loro la strada.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi e condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa, si è avvalsa di diversi elementi probatori che hanno stretto il cerchio attorno all’indagato:
Videosorveglianza: Le telecamere della zona hanno ripreso il transito dei mezzi, permettendo di identificare il casco e il motociclo dell’aggressore.
Rilievi tecnici: Gli accertamenti balistici sull’auto delle vittime hanno confermato la traiettoria dei colpi; un proiettile è stato trovato ancora conficcato nella portiera.
Testimonianze: Le vittime hanno proceduto al riconoscimento fotografico dell’indagato “senza ombra di dubbio”.
Il provvedimento del G.I.P.
Nel disporre la custodia cautelare presso la Casa Circondariale di Brindisi, il G.I.P. ha evidenziato la “spregiudicatezza” e la “particolare propensione al crimine” dell’uomo. Al momento dei fatti, il 30enne – già noto per reati contro il patrimonio e in materia di armi – era infatti sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
L’aver aperto il fuoco in pieno giorno e in una zona frequentata da cittadini è stato interpretato dai magistrati come un segno di totale indifferenza verso le norme civili, rendendo indispensabile la detenzione in carcere per prevenire il rischio di reiterazione di simili atti di violenza.
Nel rispetto dei diritti dell’indagato, lo stesso è da ritenersi presunto innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

