Chiusi i seggi con 20.961 votanti. Nonostante il calo rispetto al 2020, il voto è valido: per la riforma non è previsto il quorum
Si sono concluse alle ore 15:00 di oggi lunedì 23 marzo le operazioni di voto per il Referendum Costituzionale 2026. I dati definitivi diffusi dal Comune di Monopoli confermano una partecipazione che ha superato la metà degli aventi diritto, pur registrando una leggera flessione rispetto al passato.
I dati dell’affluenza
A Monopoli si sono recati alle urne 20.961 elettori, pari al 52,16% degli aventi diritto. Il dato segna un calo del 3,26% rispetto alla consultazione omologa del settembre 2020, quando l’affluenza si era attestata al 55,42%.
Un voto senza “soglia minima”
È importante sottolineare un aspetto tecnico fondamentale di questa tornata elettorale: trattandosi di un referendum costituzionale (ex art. 138 della Costituzione), non era necessario il raggiungimento di alcun quorum.
A differenza dei referendum abrogativi, per i quali è richiesta la partecipazione della maggioranza degli aventi diritto (50% + 1) affinché la consultazione sia valida, il referendum confermativo costituzionale è valido indipendentemente dal numero di persone che si recano ai seggi. L’esito è determinato esclusivamente dalla maggioranza dei voti validamente espressi.
In cosa consisteva il quesito?
I cittadini sono stati chiamati a esprimersi per approvare o respingere il testo della legge costituzionale approvato dal Parlamento. Il quesito chiedeva agli elettori:
“Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche agli articoli della Costituzione…’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale?”
Votando SÌ, l’elettore ha espresso la volontà di confermare la riforma e farla entrare in vigore; votando NO, ha manifestato la volontà di respingerla, mantenendo invariato l’attuale testo della Carta Costituzionale.
Analisi e Prospettive
Nonostante l’assenza dell’obbligo di quorum, la risposta della comunità di Monopoli è stata significativa, con oltre un cittadino su due che ha scelto di esercitare il proprio diritto-dovere. Con il consolidamento dei dati sull’affluenza, l’attenzione della politica locale e nazionale è ora tutta rivolta allo scrutinio delle schede, che decreterà se il corpo elettorale ha scelto di avallare o meno il cambiamento della legge fondamentale dello Stato.
