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IBD in Puglia: l’IRCCS “De Bellis” premiato alla Camera dei Deputati. È eccellenza nazionale nella cura di Crohn e Colite

Menzione di merito a Roma per il centro di Castellana Grotte, punto di riferimento per oltre 2.700 pazienti. In Puglia i casi superano quota 11.000, con un preoccupante aumento tra i giovanissimi
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La Puglia della sanità che funziona sale in cattedra a Roma. L’IRCCS “Saverio de Bellis” di Castellana Grotte ha ricevuto una prestigiosa menzione di merito presso la Camera dei Deputati per l’attività d’eccellenza della sua Unità Operativa Complessa dedicata alle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (IBD).

​Il riconoscimento è arrivato lo scorso 12 marzo 2026 durante l’evento “Una storia di passi avanti – Personalizzazione, Umanizzazione e Innovazione”, promosso nell’ambito della campagna nazionale “Colite ulcerosa, IO ESCO”. Un premio che non è solo una medaglia al valore per la struttura, ma una conferma vitale per le migliaia di pazienti che ogni giorno combattono contro patologie invisibili ma invalidanti.

​L’emergenza silenziosa: 11mila pazienti in Puglia
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I numeri parlano chiaro: in Puglia sono oltre 11.000 le persone in trattamento per colite ulcerosa e malattia di Crohn. Si tratta di una platea vasta e in costante crescita, con un dato che desta particolare attenzione tra i clinici: l’aumento dei casi nella fascia under 20. Proprio questa vulnerabilità dei pazienti più giovani rende fondamentale il ruolo di centri specializzati capaci di offrire diagnosi precoci e terapie personalizzate.

​Il modello “De Bellis”: multidisciplinarietà e ricerca

​L’IRCCS di Castellana Grotte si conferma un pilastro del sistema sanitario regionale e non solo. Attualmente, il centro segue oltre 2.700 pazienti, provenienti anche da Basilicata, Calabria e Campania. Ma qual è il segreto di questo successo?
​«Siamo un piccolo centro, ma l’IRCCS più longevo della Puglia: il prossimo 31 marzo celebreremo 44 anni di attività», ha dichiarato con orgoglio Enzo Delvecchio, Presidente del Consiglio di Indirizzo e Verifica dell’Istituto.
​Il cuore pulsante è l’Unità Operativa IBD, che nel solo 2025 ha registrato oltre 500 ricoveri. Oltre all’assistenza, il centro è un motore di innovazione scientifica: sono infatti 15 gli studi clinici attivi su nuovi farmaci, condotti in collaborazione con i più importanti centri internazionali.

​Una cura che mette al centro la persona
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Il Direttore della UOC IBD, Mauro Mastronardi, sottolinea come la forza del centro risieda nella capacità di andare oltre la semplice somministrazione di farmaci. Circa 1.700 pazienti sono in trattamento con terapie avanzate e biologici, ma il percorso di cura è strutturato su un modello multidisciplinare.
​Il team dedicato comprende:
​Cinque gastroenterologi e chirurghi specializzati.
​Supporto specialistico di reumatologi e dermatologi (per le complicanze extra-intestinali).
​Due psicologhe e un nutrizionista.
​«Il nostro Centro è tra i pionieri in questo campo», spiega Mastronardi. «Abbiamo costruito un percorso dove la discussione dei casi clinici è periodica e i controlli sono programmati sartorialmente sulle esigenze del paziente».
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