Vai al contenuto

Monopoli, si riaprono le porte del villaggio rupestre dei SS. Andrea e Procopio scelto per le Giornate FAI di Primavera

Sabato 21 e domenica 22 marzo visite guidate gratuite alla scoperta della cripta e dell’insediamento ipogeo dell’XI secolo

C’è un’Italia che non si vede camminando in superficie, un’Italia scavata nel silenzio della pietra calcarea, che per secoli ha protetto la vita, la fede e il lavoro delle comunità medievali. A Monopoli, in occasione della 34ª edizione delle Giornate FAI di Primavera, questo mondo sotterraneo torna a svelarsi. Il protagonista assoluto dell’appuntamento di sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 sarà il sito dei Santi Andrea e Procopio, un complesso che unisce il fascino selvaggio della natura pugliese alla sacralità mistica delle sue cripte affrescate.

L’iniziativa, che gode del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monopoli, è stata scelta dal Gruppo FAI del Sudest Barese per offrire ai visitatori un’esperienza immersiva in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato all’XI secolo.

Un tuffo nel Medioevo: la strategia dell’invisibilità

Situato lungo l’antica direttrice della via Traiana, l’insediamento dei SS. Andrea e Procopio non era solo un luogo di preghiera, ma un vero e proprio ecosistema urbano “negativo”, scavato cioè al di sotto del piano di calpestio, all’interno di una lama.

In un’epoca di profonda instabilità politica e incursioni nemiche, la scelta della comunità di allora fu strategica: vivere nell’ombra per essere invisibili agli occhi degli invasori, pur restando collegati alle grandi arterie commerciali del tempo. Il villaggio si articola su entrambi i versanti della lama e racconta una quotidianità fatta di ingegno: abitazioni, stalle, magazzini e un imponente frantoio ipogeo testimoniano l’operosità di un casale un tempo densamente popolato.

Particolarmente suggestivi sono i cosiddetti “calendari della roccia”, incisioni utilizzate dai coloni per scandire il tempo della maturazione dell’olio, simbolo di un legame viscerale tra l’uomo e i cicli della terra.

Il tesoro dipinto: la cripta e i suoi affreschi

Il cuore spirituale del sito è la chiesa rupestre dei SS. Andrea e Procopio, un gioiello di architettura litoide che conserva ancora oggi la sua struttura originale. L’interno, diviso tra naos (lo spazio per i fedeli) e bema (il santuario riservato al clero) da un’iconostasi ricavata direttamente nella pietra, presenta la rara caratteristica del doppio abside.

Nonostante l’inesorabile scorrere del tempo e l’umidità che minacciano la conservazione delle superfici, le pareti offrono ancora una galleria d’arte bizantina e medievale di inestimabile valore. Tra i frammenti di colore che riemergono dal buio, i visitatori potranno riconoscere:

* San Giorgio a cavallo, iconografia cara al mondo crociato;

* Sant’Antonio, identificabile dalla sua tipica campanella;

* I Santi Medici e la Trinità;

* Sant’Eligio, la Vergine in trono e i SS. Pietro e Paolo.

Un palinsesto pittorico databile tra l’XI e il XIV secolo che trasforma la grotta in una cattedrale di luce e fede.

Informazioni utili per la visita

Le visite, della durata di circa 30 minuti, si svolgeranno con turni ogni 15 minuti. Data la natura del luogo (superfici scivolose e sentieri sterrati all’interno della lama), l’organizzazione raccomanda vivamente l’uso di scarpe comode, senza tacchi e con suola antiscivolo.

Orari di apertura:

* Sabato 21 marzo: 09:30 – 13:00 / 15:00 – 17:30 (Ultimo ingresso 17:00)

* Domenica 22 marzo: 09:00 – 13:00 / 15:00 – 17:30 (Ultimo ingresso 17:00)

Nota per l’accesso: L’ingresso è prioritario per gli iscritti FAI, ma sarà possibile accedere per chiunque previa iscrizione alla fondazione in loco, sostenendo così la missione di tutela e valorizzazione del patrimonio italiano.