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Monopoli, furti in casa e razzie di rame nelle campagne

Dopo l’ultimo avvistamento di sospetti tra gli ulivi, emergono nuovi colpi messi a segno: scassinata un’abitazione e rubati metri di cavi elettrici

Monopoli, notte di paura nelle campagne: ombre nel buio e residenti in allerta

 

Non è più solo una percezione di insicurezza, ma una sequenza di eventi che delinea i contorni di un vero e proprio assedio. Nelle campagne tra Contrada Casale e Contrada Conchia, il silenzio della notte è diventato un compagno inquietante, rotto soltanto dal rumore dei passi di chi, protetto dal buio pesto, ha deciso di trasformare il territorio in una riserva di caccia per furti e razzie.

L’ultimo allarme, scattato appena quarantotto ore fa con l’avvistamento di figure sospette che si muovevano rapide tra i muretti a secco e le chiome degli ulivi, è stato solo il catalizzatore di un malcontento che covava sotto la cenere.


La cronaca dei colpi: dal rame ai televisori

Mentre le Forze dell’Ordine mappano i movimenti segnalati l’altra notte, emergono nuovi dettagli su un’escalation criminale che sembra non conoscere sosta.

  • Il colpo in abitazione: Circa otto giorni fa, l’ennesima violazione. In Contrada Casale, ignoti hanno scardinato l’ingresso di una residenza stagionale, muovendosi con una precisione che suggerisce sopralluoghi preventivi. Una volta all’interno, i malviventi hanno puntato dritto agli apparecchi elettronici, asportando un televisore di grandi dimensioni prima di dileguarsi nel nulla. Un furto che, pur nel suo valore materiale circoscritto, ha lasciato nei proprietari il senso amaro della violazione della propria intimità.

  • L’oro rosso: Andando a ritroso di altre due settimane, proprio a ridosso dell’ultima ondata di maltempo che ha flagellato la zona, si è registrato un furto di infrastruttura. Diversi metri di cavi in rame sono stati tranciati e portati via, un’operazione che richiede tempo, attrezzi specifici e, soprattutto, la certezza di non essere disturbati.

Questi episodi, letti in sequenza, descrivono un’area finita nel mirino di bande dedite ai reati predatori, capaci di colpire sia il patrimonio privato che i servizi comuni.


L’oscurità come complice: il grido delle contrade

Il denominatore comune di questa ondata di criminalità è sempre lo stesso: il buio. Nelle contrade Casale e Conchia, la pubblica illuminazione non è solo carente, è quasi del tutto assente. Un vuoto infrastrutturale che, agli occhi dei residenti, si traduce in un tappeto rosso steso per i malviventi.

“L’oscurità è la migliore amica di chi vuole commettere furti o rapine. Senza un lampione, ogni rumore diventa un incubo.”

Le parole di un residente raccolte dalla nostra redazione sintetizzano il dramma di centinaia di famiglie che, con il calare del sole, si sentono cittadine di serie B. Nonostante queste zone siano densamente abitate e non semplici aree rurali isolate, la mancanza di punti luce trasforma le strade di accesso e i sentieri interpoderali in zone franche.


Le richieste: non solo pattuglie, ma infrastrutture

La comunità non chiede solo un aumento dei passaggi delle pattuglie – pur ritenuto necessario – ma un intervento strutturale che sottragga il territorio al “cono d’ombra” della criminalità.

Le istanze rivolte all’Amministrazione Comunale sono precise:

  1. Illuminazione immediata: L’installazione di lampioni lungo le arterie principali di Casale e Conchia per eliminare i punti di occultamento naturale.

  2. Monitoraggio tecnologico: L’implementazione di sistemi di videosorveglianza nei punti di snodo strategici tra le contrade.

  3. Presidio del territorio: Un coordinamento più stretto tra la vigilanza privata e le Forze dell’Ordine per coprire le ore più critiche, quelle che vanno dalla mezzanotte alle prime luci dell’alba.

In attesa di risposte

Per ora, la sicurezza resta affidata alla “vigilanza partecipata”: cittadini che scrutano l’oscurità dalle finestre, pronti a segnalare ogni anomalia. Ma la stanchezza inizia a farsi sentire. La richiesta di legalità che sale dalle campagne non può più essere ignorata: la luce, in queste zone, non è un lusso estetico, ma la prima forma di difesa contro chi ha deciso che il buio di Contrada Casale è il luogo ideale dove colpire.