Il nuovo monumentale studio di Domenico Morgante svela le radici greco-bizantine oscurate dalla Controriforma
È recentemente approdato in libreria un’opera che promette di segnare un punto di svolta definitivo per gli studi musicologici e storici del Sud Italia. Firmato dal noto musicologo e concertista monopolitano Domenico Morgante, il volume dal titolo Musiche per la Madre Divina (Cacucci Editore, Bari 2026) rappresenta il culmine di una ricerca durata ben cinquant’anni.
Un’Opera Monumentale in Cifre
Il libro non è solo un testo di studio, ma una vera e propria “opera di consultazione” che si distingue per la sua imponenza bibliografica e documentale:
* 763 pagine di testo critico.
* 180 riproduzioni di documenti musicali inediti ad alta definizione.
* 769 fonti manoscritte e a stampa consultate e citate.
* 417 testi di riferimento bibliografico.
* 130 illustrazioni in bianco e nero.
* 55 pagine di indice analitico.
Cinquecento Anni di Storia e Culto
L’opera offre l’edizione critica completa di tutto il repertorio musicale composto per il culto della Madonna della Madia a Monopoli, coprendo un arco temporale che va dal primo Cinquecento fino a tutto il Novecento.
Morgante non si limita all’analisi musicale, ma ricostruisce il ruolo dei protagonisti della vita ecclesiastica locale in cinque secoli di storia, comparando costantemente il contesto monopolitano con quello europeo coevo.
Oltre la Leggenda: Le Origini del Culto
Uno dei tratti più coraggiosi e innovativi del volume risiede nel primo capitolo. Attraverso una ricostruzione filologica minuziosa, l’Autore analizza le reali origini dell’Icona medievale venerata nella Cattedrale di Monopoli.
La ricerca evidenzia come i parametri storici reali si discostino sensibilmente dalla narrazione leggendaria tramandata nei secoli. Secondo Morgante, la versione definitiva della leggenda fu il risultato di una complessa operazione controriformistica mirata a cancellare le radici greco-bizantine profondamente radicate nel territorio.
Un Impatto Storiografico Senza Precedenti
L’opera è stata già accolta come un lavoro destinato a rivoluzionare non solo la storiografia monopolitana, ma l’intero panorama degli studi sulla Musica Sacra in Italia. Grazie al rigore filologico di Morgante, un fenomeno musicale considerato “periferico” viene finalmente elevato e contestualizzato a livello internazionale.

