Come la tecnologia laser e l’esperienza del dott. Furino stanno cambiando il futuro dei pazienti pugliesi
Per chi ne soffre, le attività più semplici diventano ostacoli insormontabili: leggere un libro, guidare l’auto o lavorare al computer si trasforma in una sfida quotidiana. La corioretinopatia sierosa centrale (CSC), se non trattata correttamente nelle sue forme croniche, può evolvere verso un danno permanente della retina, spegnendo progressivamente la qualità della vita.
Oggi, però, arriva una svolta fondamentale per la sanità pugliese: l’Oculistica dell’Ospedale Di Venere di Bari ha attivato la Terapia Fotodinamica (PDT), portando un’eccellenza tecnologica direttamente al servizio dei cittadini.
Una Nuova Frontiera nel Pubblico
L’Unità Operativa, diretta dal dott. Antonio Acquaviva, si arricchisce di una metodica che rappresenta un vero traguardo per l’oftalmologia del territorio. L’introduzione della terapia è stata curata dal dott. Claudio Furino, oculista con una straordinaria esperienza di oltre 300 trattamenti eseguiti in carriera.
«Garantire cure di alto livello in una struttura pubblica significa ridurre i tempi di attesa e, soprattutto, evitare a molte persone faticosi “viaggi della speranza” fuori regione», dichiara il dott. Acquaviva.
Cos’è la Terapia Fotodinamica e Come Funziona
La PDT non è solo una procedura all’avanguardia, ma è considerata il gold standard (il trattamento di riferimento) per le forme croniche di questa patologia. Si tratta di una procedura mini-invasiva che agisce con precisione chirurgica attraverso due fasi:
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L’Infusione: Viene iniettata per via endovenosa una sostanza fotosensibilizzante che viaggia nel sangue fino a concentrarsi selettivamente nei vasi anomali della retina.
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Il Laser Mirato: Un laser a bassa intensità viene applicato sulla macula (il centro della nostra visione). Attivandosi, la sostanza “chiude” i vasi responsabili della perdita di liquido.
Il risultato? La macula si “asciuga”, l’anatomia retinica viene ripristinata e la funzione visiva viene stabilizzata o sensibilmente migliorata.
L’Impatto Sociale: Proteggere il Futuro Professionale
La corioretinopatia sierosa centrale colpisce spesso persone in piena età lavorativa. Per questo motivo, l’attivazione della PDT al Di Venere ha un valore che va oltre la medicina:
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Recupero della funzionalità: Permette di tornare a svolgere professioni che richiedono precisione visiva.
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Indipendenza: Riduce il rischio di disabilità visiva permanente.
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Stabilità: Gli studi clinici confermano una bassa percentuale di recidive, offrendo ai pazienti una serenità a lungo termine.
La Puglia Accorcia le Distanze
Fino ad oggi, i pazienti della provincia di Bari e di gran parte del Sud Italia erano spesso costretti a recarsi in Liguria o Lombardia per accedere a questo trattamento, poiché la PDT è disponibile in pochissimi centri e quasi assente in altre strutture pubbliche pugliesi.
«L’obiettivo è non solo migliorare la visione, ma soprattutto stabilizzarla nel tempo», sottolinea il dott. Claudio Furino. «Intervenire selettivamente sui vasi responsabili dell’accumulo di liquido significa proteggere i fotorecettori da danni irreversibili».
Con questa nuova attivazione, il Di Venere si conferma un punto di riferimento d’eccellenza, dimostrando che la sanità pubblica può e deve essere sinonimo di innovazione e vicinanza al paziente.

