L’Amministrazione difende gli abbattimenti come scelta obbligata per l’incolumità pubblica , ma l’opposizione avverte: “Senza alberi, quartieri condannati a un’estate rovente”
Il paesaggio di Monopoli sta cambiando e il dibattito si scalda quanto l’asfalto sotto il sole estivo. Da un lato, i pini secolari che cadono in via Veneto e via Oberdan ; dall’altro, la promessa di una città più sicura e giovane. Ma cosa sta succedendo davvero tra i filari delle nostre strade?
1. La Scienza contro il Rischio: Perché si abbatte?
Amministrare una città significa fare scelte difficili, basate non sulle opinioni, ma sulla competenza tecnica. Secondo l’Assessore Cristian Iaia, la salute di un albero non si vede solo dalle foglie verdi: esistono malattie interne e radici fragili che solo un esperto può individuare.
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Il monitoraggio V.T.A.: Sono stati analizzati ben 1.064 alberi con un metodo scientifico di valutazione visiva.
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Classe D (Massimo Rischio): Quando un agronomo certifica questo livello di pericolosità, l’abbattimento diventa un obbligo legale per evitare tragedie durante i temporali.
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Il Legno non mente: Le sezioni dei tronchi tagliati mostrano spesso vuoti e marciumi interni che confermano la fragilità della pianta.
2. Più di semplici alberi: Un risparmio in bolletta
Il Partito Democratico di Monopoli ricorda però che quegli alberi sono “sentinelle verdi” con un valore economico e ambientale enorme. Non è solo poesia, è scienza urbana:
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Clima più fresco: Un’area all’ombra degli alberi resta tra i 22 e i 28 °C, mentre l’asfalto al sole può toccare i 65 °C.
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Meno aria condizionata: Una corretta presenza di alberi permette di risparmiare tra il 15% e il 30% sui consumi elettrici per il raffrescamento.
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Aria pulita: Un pino adulto assorbe fino a 30 kg di CO₂ l’anno e cattura le polveri sottili.
3. Il Futuro: Rigenerazione o Propaganda?
L’Amministrazione assicura che Monopoli non sta diventando una distesa di cemento. Negli ultimi 30 mesi sono stati piantati circa 400 nuovi esemplari tra Gelsi, Jacarande e Aceri in varie zone come via San Marco e la Velostazione.
Tuttavia, l’opposizione contesta la mancanza di una comunicazione chiara verso i cittadini, che spesso si trovano davanti al fatto compiuto senza conoscere le relazioni tecniche. Il timore è che si scelga la via più rapida (l’abbattimento) invece di investire in una manutenzione costante che avrebbe potuto salvare quei giganti verdi.
In sintesi: Il “turnover biologico” è necessario per la sicurezza, specialmente con l’aumento di eventi meteo estremi , ma il verde urbano resta un investimento e non un costo. La sfida per il futuro di Monopoli sarà conciliare la protezione dei cittadini con la conservazione di quel “polmone” che protegge anche il nostro portafoglio.

