Ricostruita la dinamica del pomeriggio di follia: colpita con un corpo contundente, la vittima è stata soccorsa dal 118. Per l’aggressore scatta il deferimento in stato di libertà
Un banale diverbio legato al traffico cittadino si è trasformato in un pomeriggio di violenza nel quartiere Carrassi. Il caso, che per le sue modalità ha rapidamente attirato l’attenzione delle cronache nazionali, vede coinvolto un uomo di 61 anni, denunciato dai Carabinieri con l’accusa di aver aggredito brutalmente una ragazza di 24 anni.
La dinamica del fatto
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio dello scorso 18 febbraio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la tensione sarebbe scoppiata per futili motivi legati alla viabilità. Quello che doveva essere un semplice scambio di battute tra automobilisti è degenerato in pochi istanti: l’uomo avrebbe impugnato un oggetto contundente, colpendo la giovane donna.
Sul luogo dell’aggressione è intervenuta tempestivamente la Polizia di Stato, che ha proceduto all’identificazione dei soggetti coinvolti e alla messa in sicurezza dell’area.
I soccorsi e le indagini
La vittima, visibilmente scossa e ferita, è stata immediatamente soccorsa dal personale sanitario del 118. Dopo le prime cure sul posto, la 24enne è stata trasportata presso il Policlinico di Bari per accertamenti e trattamenti medici.
Le indagini sono state successivamente portate avanti dai Carabinieri della Stazione di Bari Carrassi, presso i quali la vittima ha sporto denuncia formale. Grazie al lavoro di ricostruzione dei militari, il 61enne barese è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria.
Il quadro legale
Il Comando Provinciale dei Carabinieri ha tenuto a precisare alcuni punti fondamentali riguardanti l’iter giudiziario:
Fase delle indagini: Le risultanze investigative sono attualmente nella fase delle indagini preliminari.
Contraddittorio: L’accertamento definitivo della responsabilità richiederà la verifica processuale e il confronto con la difesa.
Presunzione di innocenza: Fino a una sentenza definitiva, vige per l’indagato il principio della presunzione di non colpevolezza.

