Torna per il quarto anno l’iniziativa che unisce musica, podcast e FantaSanremo nel cuore della città
Il Festival della Canzone Italiana torna a essere protagonista nel cuore pulsante della cultura monopolitana. Per il quarto anno consecutivo, la Biblioteca Civica “P. Rendella” apre le sue porte alla musica e alla condivisione, ospitando la visione collettiva della serata finale di Sanremo 2026.
L’appuntamento, promosso dall’Assessore alla Cultura Rosanna Perricci, è fissato per sabato 28 febbraio 2026, a partire dalle ore 20.30.
Un Hub Multimediale tra Tradizione e Innovazione
L’iniziativa, nata dalla sinergia tra l’Assessorato, la Pro Loco Monopoli – Perla di Puglia e i giovani dell’Associazione Ellisse, punta a trasformare la biblioteca in uno spazio dinamico capace di abbattere le barriere generazionali.
Quest’anno il racconto del Festival non si limiterà alla proiezione della finale, ma vivrà quotidianamente sulle piattaforme digitali attraverso:
“Dalla panchina dell’Ariston”: un podcast quotidiano, mordace e pungente, curato dai ragazzi di Ellisse. Ogni pomeriggio, sui canali social della Rendella e dell’associazione, verranno pubblicate pillole con commenti, curiosità musicali e gag.
La Lega FantaSanremo Rendella: la biblioteca partecipa attivamente al celebre fantasy game. Tra bonus, malus e classifiche parziali, la competizione terrà banco per tutta la settimana, mettendo in palio premi speciali per i primi tre classificati della lega interna.
La Finale in Sala Prospero
Il momento clou dell’evento sarà la visione collettiva in Sala Prospero. Sabato sera, la community virtuale si ritroverà fisicamente per commentare look, canzoni e performance, fino alla proclamazione del vincitore del 76° Festival di Sanremo e dei trionfatori del FantaSanremo locale.
Il commento dell’Assessore
«Con questa iniziativa confermiamo la Rendella come un luogo di comunità vibrante e aperto», ha dichiarato l’Assessore Rosanna Perricci. «Portare Sanremo in biblioteca significa trasformare la cultura pop in un’occasione di partecipazione attiva. Vogliamo che i giovani sentano la biblioteca come una propria ‘casa’, uno spazio dove gioco, racconto digitale e condivisione creano nuove forme di cittadinanza».
L’evento rappresenta un esempio virtuoso di come le istituzioni possano dialogare con i linguaggi della contemporaneità, rendendo i luoghi della cultura spazi inclusivi e pronti ad accogliere l’energia delle nuove generazioni.

