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Ospedale Monopoli-Fasano: “Tutto tace”. L’affondo di Amati contro i silenzi della ASL Bari

Il consigliere regionale scrive al Direttore Generale: “La struttura è pronta, basta scuse sugli allagamenti. Si pubblichi il nuovo cronoprogramma”

 

La struttura è sostanzialmente pronta, i macchinari sono installati, ma le porte restano chiuse. Il nuovo Ospedale Monopoli-Fasano, opera strategica per il sud-est barese e il brindisino, finisce nuovamente al centro di una durissima polemica politica e amministrativa. A sollevare il caso è il Consigliere regionale Fabiano Amati, che punta il dito contro i vertici della ASL Bari, parlando apertamente di una gestione opaca e di ritardi ingiustificabili.

L’interrogazione urgente: “Vogliamo il cronoprogramma”

Amati ha formalizzato oggi una richiesta urgente al Direttore Generale della ASL Bari, chiedendo due cose fondamentali:

Un aggiornamento immediato del cronoprogramma per l’apertura effettiva.

Una spiegazione puntuale sui motivi per cui le scadenze precedenti sono state sistematicamente disattese.

“La trasparenza non è un atto di cortesia, ma un dovere,” incalza Amati, sottolineando come in una pubblica amministrazione efficiente queste date dovrebbero essere pubbliche e consultabili senza bisogno di solleciti.

La struttura è pronta: “Mancano solo inezie”

Secondo quanto denunciato, non ci sarebbero ragioni tecniche strutturali tali da giustificare il blocco. La situazione descritta è quella di un ospedale ai blocchi di partenza:

Laboratorio Analisi: Completato.

Radiodiagnostica: Completata.

Attrezzature: In gran parte collaudate.

Le mancanze residue? Amati le definisce “inezie che non interferiscono con l’apertura”, citando la mancanza di alcuni letti di degenza e delle poltrone letto per le madri nel reparto di pediatria. Criticità che, in una gestione aziendale standard, verrebbero risolte in pochi giorni.

Il “caso allagamenti”: un alibi?

Amati risponde preventivamente anche alle voci su presunti problemi tecnici che avrebbero rallentato l’iter:

“Se sentite parlare di allagamenti, sappiate che è una scusa. Ha riguardato una porzione limitata dell’interrato, questione già risolta. È un argomento usato per coprire le inadempienze di chi avrebbe dovuto vigilare sull’impresa e non lo ha fatto con la dovuta fermezza.”

Un attacco politico e gestionale

Il tono di Amati si fa politico quando ipotizza un danno d’immagine mirato: “L’obiettivo della ASL Bari è far fare brutta figura a Antonio Decaro e mettergli contro i cittadini? Non lo permetterò”.

L’accusa è rivolta a una catena di comando — definita come “quelli del va tutto bene” — che secondo il consigliere non avrebbe lo stesso spazio di manovra in un contesto privato. Sotto la lente d’ingrandimento finiscono:

– Lo stato delle procedure di accreditamento.

– I tempi per la formazione del personale.

– Il silenzio davanti al Collegio consultivo tecnico.

Un bacino di utenza in attesa

L’Ospedale Monopoli-Fasano non è una struttura locale, ma un polo sanitario d’eccellenza destinato a servire almeno dieci comuni e un bacino di utenza vastissimo. Ogni giorno di ritardo si traduce in un disservizio per migliaia di cittadini e in una perdita di credibilità per le istituzioni regionali.

“I cittadini hanno diritto a risposte fondate su atti e date, non su mezze parole sussurrate e smentite il giorno dopo,” conclude Amati, promettendo di non abbassare la guardia finché il nuovo cronoprogramma non sarà reso pubblico e, soprattutto, rispettato.