Mentre la città si gode il bel tempo e disfa il presepe, gli antichi detti popolari avvertono: “U lïón s’ha fàtte â sàrce”. Ecco perché il sole di oggi potrebbe essere un “brutto” presagio
Dopo una sequenza di giornate uggiose e il superamento dei gelidi “Giorni della Merla”, il cielo sopra Monopoli è tornato a tingersi d’azzurro. Tuttavia, per chi vive ancora seguendo il ritmo delle antiche credenze popolari, questo sole splendente non è affatto un buon segno, anzi: potrebbe essere il presagio di un lungo colpo di coda dell’inverno.
Tra sacro e profano: il significato della Candelora
Oggi, 2 febbraio, la Chiesa celebra la Presentazione di Gesù al Tempio e la Purificazione di Maria Vergine, avvenuta quaranta giorni dopo la nascita di Cristo. È il giorno della Candelora, così chiamato per il rito della benedizione delle candele, simbolo di Cristo come “luce per illuminare le genti”.
Ma oltre l’aspetto religioso, la Candelora rappresenta da secoli una tappa fondamentale del calendario contadino, un vero e proprio “spartiacque” meteorologico tra l’inverno e la primavera.
Il responso del cielo: “Siamo ancora a mezzo il verno”
Nonostante la piacevole sensazione del calore sul viso, il proverbio nazionale parla chiaro:
“Per la santa Candelora, o che nevichi o che plora (piova), dell’inverno siamo fuora; s’egli è sole o solicello, siamo ancora a mezzo il verno”.
Secondo questa logica, se il tempo è brutto, la primavera è vicina; se invece spunta il sole — proprio come accaduto oggi a Monopoli — dobbiamo aspettarci altri quaranta giorni e quaranta notti di freddo intenso.
Il folklore locale: “U lïón s’ha fàtte â sàrce”
I nostri avi monopolitani avevano un modo ancora più colorito e pragmatico per descrivere questa situazione. In vernacolo si suole dire: “u lïón s’ha fàtte â sàrce” (il leone si è fatto le scorte di fascina di legname).
L’immagine è potente: il leone, animale simbolo di forza ma anche di saggezza istintiva, vedendo il sole di oggi non si illude. Al contrario, corre ai ripari accumulando legna, consapevole che la morsa del gelo stringerà ancora a lungo la città e le sue contrade.
L’ultimo atto del Natale
Oltre alle previsioni meteo, il 2 febbraio segna una scadenza fissa per la comunità locale. Per i monopolitani è infatti il giorno dedicato a disfare il presepe. Se l’Epifania “tutte le feste porta via”, è la Candelora a chiudere definitivamente il sipario sulle celebrazioni natalizie, riportando le statuine nelle scatole e preparando le case al periodo di Quaresima che si avvicina.
Mentre i turisti si godono il “solicello” sul lungomare, i residenti più legati alle tradizioni guardano l’orizzonte con sospetto, pronti a tenere i cappotti a portata di mano.

