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Oltre gli stereotipi: a Monopoli si chiude il progetto “Si è sempre fatto così!” per la parità di genere

 

Si è concluso con successo il percorso progettuale “SI È SEMPRE FATTO COSÌ! Alla scoperta di strumenti per cambiare le narrazioni di genere”, un’iniziativa che per tre mesi ha trasformato Monopoli in un laboratorio a cielo aperto sulla parità, il consenso e l’educazione alle differenze.

Finanziato dal Consiglio Regionale della Puglia nell’ambito dell’avviso “Futura. La Puglia per la parità – 3^ edizione”, il progetto è stato promosso dall’associazione Bosco Trullallero APS. L’obiettivo? Scardinare quegli automatismi culturali che limitano la libertà di scelta e le aspirazioni di individui, partendo proprio da quella frase — “si è sempre fatto così” — che spesso frena il cambiamento sociale.

Una rete territoriale forte e diversificata

Il successo dell’iniziativa risiede nella sinergia tra realtà locali e nazionali. Accanto a Bosco Trullallero, hanno collaborato il Comune di Monopoli, la Biblioteca civica La Rendella, l’IISS Liceo Artistico “Luigi Russo”, la Libreria LikeLak di Putignano, oltre a partner tecnici e di attivismo come Cargomilla APS, il Centro Risorse LGBTI e il Nodo UNAR Fasano.

Tre mesi di dialogo: dai più piccoli agli adulti

Da ottobre a dicembre 2025, il progetto ha creato “spazi sicuri” per esplorare concetti complessi come l’eteronormatività, la cultura del consenso e l’impatto degli stereotipi nella vita quotidiana. Le attività sono state capillarmente differenziate per età:

Per gli adulti: Il ciclo di incontri “Gabbie di genere”, dedicato a genitori e figure educative per fornire strumenti critici di osservazione.

Per bambini e ragazzi: Le letture “Rosaconfetto e il Principe Azzurro” (a cura di LikeLak), modulate per le fasce 4-7, 8-11 e 12-18 anni, per promuovere narrazioni libere da pregiudizi.

Nelle scuole: Il seminario “Educare senza stereotipi” e gli incontri con le quarte classi del Liceo “L. Russo”, guidati da Valeria Roberti, attivista e formatrice di rilievo nazionale.

Luoghi pubblici come presidi di libertà

La scelta di abitare luoghi istituzionali come la Biblioteca La Rendella e le aule scolastiche non è stata casuale. Portare il dibattito sulla parità in spazi pubblici ha permesso di raggiungere un pubblico vasto e diversificato, favorendo il confronto anche tra chi ha opinioni e vissuti distanti dai temi proposti.

“L’educazione di genere è uno degli strumenti più potenti per costruire una società equa,” spiegano gli organizzatori. “Il bando Futura è stato l’occasione per portare sul territorio le buone pratiche che Bosco Trullallero attua quotidianamente, partendo dal modo in cui guardiamo all’infanzia.”

Il progetto si chiude con una consapevolezza rinnovata: cambiare la narrazione è possibile, purché si abbia il coraggio di abbandonare le vecchie abitudini e di investire sulla formazione delle nuove generazioni.