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Pronto Soccorso, la ASL Bari cambia le regole: nuova presa in carico multidisciplinare per le donne vittime di violenza

In occasione del 25 novembre, via libera a una procedura omogenea in tutti gli ospedali per garantire protezione immediata, riservatezza e continuità assistenziale alle vittime

 

La ASL di Bari risponde con un atto concreto e strategico alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, introducendo un nuovo e strutturato percorso assistenziale dedicato alle vittime di violenza e maltrattamenti di genere (Delibera n. 2316 del 17 novembre 2025).

Il modello, valido per tutti i Pronto Soccorso della rete aziendale, nasce da un lavoro coordinato dall’Unità di Gestione del Rischio Clinico e stabilisce un’organizzazione omogenea e multidisciplinare con l’obiettivo di rafforzare la protezione delle vittime e garantire una risposta immediata, riservata e riconoscibile in ogni presidio.

La Rete di Protezione: Dall’Emergenza al Territorio

 

Il nuovo sistema di presa in carico coinvolge in sinergia un’ampia squadra di professionisti: medici di direzioni mediche, specialisti di pronto soccorso, ginecologi, ostetriche, infettivologi, personale infermieristico, assistenti sociali, e team di laboratorio analisi e anatomia patologica.

Questa rete interna collaborerà in stretta connessione con i Centri Antiviolenza, il Servizio Sociale Ospedaliero e le Forze dell’Ordine per creare continuità tra il momento dell’emergenza e la protezione nel medio-lungo periodo.

Il Protocollo Operativo: Triage, Riservatezza e Documentazione

 

Il nuovo assetto organizzativo, presentato in dettaglio durante l’evento aziendale “NON SEI SOLA – Dal Pronto Soccorso ai Centri Antiviolenza. Istruzioni di salvezza”, prende avvio già al momento del triage:

  1. Intercettazione Precoce: L’infermiere è formato per intercettare precocemente eventuali indicatori di rischio.

  2. Riservatezza Assoluta: Viene garantito un ambiente riservato, tutelando la vittima da pressioni esterne.

  3. Attivazione Dedicata: Il medico attiva personale dedicato che accompagna la persona lungo l’intero iter assistenziale.

Sono previsti passaggi standardizzati per la documentazione clinica e medico-legale, per la raccolta dei reperti e per la cruciale valutazione del rischio, elemento chiave per stabilire se la vittima possa rientrare in sicurezza o necessiti di una sistemazione protetta. Il percorso sarà inoltre oggetto di un monitoraggio annuale per verificarne l’efficacia e migliorarne la capacità di risposta.

Le Voci dei Vertici ASL

 

Il Direttore Generale Luigi Fruscio ha evidenziato la portata strategica del documento: “Stabilire regole condivise significa rafforzare la protezione delle vittime e sostenere il lavoro dei nostri professionisti.”

La Direttrice Sanitaria Rosella Squicciarini, che ha coordinato l’impianto organizzativo, ha sottolineato: “Questo percorso offre agli operatori strumenti chiari, evitando improvvisazioni e garantendo protezione, riservatezza e continuità assistenziale.”

La Direttrice Amministrativa Rachele Popolizio ha rimarcato come questo lavoro integrato tra Medicina Forense, Gestione del Rischio Clinico e Formazione sia “un investimento sulla tutela delle vittime e sulla solidità organizzativa”.